Museo Castelvecchio, Tosi: «Sbagliato e impraticabile allargare»
di Alessandro Bonfante
Il dibattito sugli spazi di Castelvecchio si è riaperto con il convegno di ieri promosso dalla “Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio”, che da tempo propone di trovare una sede alternativa per il Circolo Unificato dell’Esercito, in modo da concedere quelle sale al Museo. L’eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia, nonché ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, si inserisce nel dibattito per ribadire la propria opposizione a questo scenario.
Per completare il quadro, una questione parziale è quella del progetto di una foresteria da parte del Circolo Unificato dell’Esercito, negli spazi già in uso ai militari. Per questo punto, l’Amministrazione comunale di Verona ha intanto proposto una permuta ai vertici dell’Esercito (la dipendenza è dal Comfoter, Comando delle Forze Operative Terrestri): uno spazio già destinato a foresteria nella Palazzina 3 dell’ex Arsenale in cambio di quello in cui è prevista la foresteria, da destinare invece al Museo. Il Comune ora è in attesa di risposta.
Tosi: «Ipotesi impraticabile ed elitaria»
Quella di ampliare gli spazi museali a Castelvecchio, secondo Flavio Tosi è una «Ipotesi impraticabile ed elitaria, per di più sbagliata, perché Verona ha già ampi spazi museali. Il problema è che non si allestiscono grandi mostre, in quattro anni di Tommasi non ne abbiamo vista una. Mancano i contenuti culturali, non i contenitori».
Il progetto di una permuta proposto dalla vicesindaca Bissoli secondo Tosi è «Un progetto irrealizzabile per due motivi: intanto perché l’amministrazione Tommasi tra un anno scade e quindi è già fuori tempo massimo, vale per Castelvecchio come per il nuovo stadio, in entrambi i casi si getta fumo. Il secondo è che l’Esercito, che con il Circolo Ufficiali dispone di duemila mq di superficie, non cederà mai gli spazi: del resto Castelvecchio storicamente ha vocazione militare e quella resta».
Oltre all’evidente funzione originaria in epoca medievale, in effetti l’utilizzo per scopi militari continuò come armeria durante la Serenissima e la dominazione napoleonica. Funzione che mantenne anche in epoca asburgica, pure dopo la costruzione dell’Arsenale, di là dal Ponte Scaligero. La vocazione degli edifici, però può anche cambiare nel tempo, considerando che l’Arsenale non è più tale e che dalla Dogana di fiume non passano merci da un bel pezzo.
LEGGI ANCHE: Bra’ Molinari: la piazzetta della discordia nel cuore di Verona
Tornando a Tosi, secondo l’ex sindaco l’amministrazione Tommasi «come spesso gli accade confonde obiettivi e priorità».
«A Verona – sottolinea l’esponente forzista – non mancano gli spazi espositivi, pensiamo a Palazzo Forti o alla Gran Guardia, e presto avremo anche l’ex Arsenale e Castel San Pietro; a Verona mancano le mostre, non ci sono i grandi eventi culturali, che peraltro oltre a elevare lo standing della città richiamerebbero un turismo di qualità, alto spendente».
«Con l’amministrazione Tosi si allestivano anche 3-4 grandi mostre all’anno, con complessivamente oltre un milione di visitatori e più di 65 milioni di euro di indotto per la città. L’amministrazione Tommasi in quattro anni non ha allestito nulla: e adesso blatera di allargare gli spazi museali? Per lasciarli vuoti? Siamo seri e pensiamo ad utilizzare e far vivere quelli a disposizione».
LEGGI ANCHE: Viaggio fra… i cassonetti di Verona: sono davvero sempre sporchi?
In Evidenza
Amia è PaperWeeker: una settimana per conoscere i “segreti” di carta e cartone

La “Domenica della sostenibilità” fa tappa in Borgo Venezia

Raccolta differenziata: a Verona si comincia da bambini

Abbandono rifiuti a Verona, nuove regole e sanzioni più pesanti

“DifferenziaMente”: il progetto di Amia alla Domenica della Sostenibilità

Atlante dell’Acqua 2026: la fotografia di Legambiente

A “Vita in Campagna” Amia insegna il compostaggio domestico

Scatta l’Ecobonus per moto e scooter: fino a quattromila euro di contributi

Anche Verona tra i “Comuni Plastic Free” premiati a Roma





