Al cinema con l’inferno di “Infernet”
Mercoledì 28 aprile esce nelle sale il film sull’uso improprio e distorto della rete girato a Verona. Tra il cast Remo Girone, Ricky Tognazzi, Roberto Farnesi e Katia Ricciarelli.
“Questo film è un pugno nello stomaco ma fotografa perfettamente la realtà.” Con questa frase il sindaco Flavio Tosi di Verona presenta “Infernet”, il film realizzato con il sostegno della Regione Veneto e in uscita mercoledì 28 aprile in tutti i cinema appartenenti al circuito The Space Cinema. “La realizzazione di questo film– prosegue il sindaco – è stata un’esperienza più dura di quanto mi aspettassi ma credo sia giusto così. Altrimenti ne sarebbe uscita una favoletta artificiosa e scontata, oppure il solito messaggio istituzionale noioso che non fa né effetto né presa sui giovani. Il pubblico giovane, invece, è proprio quello che bisogna raggiungere.”.
È sufficiente sfogliare i giornali o navigare in rete per renderci conto di come, ogni giorno, ci troviamo di fronte a fatti di cronaca legati all’uso improprio di Internet. Questo proliferare di episodi di violenza e dipendenza rivela un allarmante cambiamento in atto nella nostra società: nonostante Internet si presenti e si inserisca nelle nostre vite come un’importante ed affascinante risorsa, non si è del tutto preparati ad utilizzarlo senza rischi. Basta infatti un click per trasformare il web in un terreno insidioso.
“Con questo film – spiega Roberto Farnesi, attore e autore del soggetto del film – si denuncia una realtà che c’è: il desiderio di diventare protagonisti anche con azioni immorali, violente e brutali. Nessuno, prima di Infernet, si era occupato di raccontare attraverso il cinema questo aspetto dissoluto ma veritiero della nostra società.”.
È con questa premessa che nasce “Infernet”, il nuovo film di Michele Calì e Federica Andreoli per la regia e sceneggiatura di Giuseppe Ferlito. Una riflessione ampia e articolata sulla distorsione dell’uso del Web, nata dall’osservazione di un cambiamento in atto e di una realtà che ci riguarda da vicino, come protagonisti o come spettatori, ma di cui spesso siamo inconsapevoli. Il film affronta tutte quelle problematiche negative relative ai social-network e all’uso nefasto che ne fanno gli utenti, specialmente i fruitori più deboli incapaci di difendersi da un mezzo alquanto subdolo e a volte distruttivo. Personalità vulnerabili, psicologie fragili, gente abbandonata alla solitudine: un popolo che si rifugia in una sorta di realtà parallela, tutti convinti che la strada più facile sia sempre la migliore.
Un cast di notevole importanza per raccontare cinque storie che si intersecano tra di loro come accade col meccanismo della rete: Don Luciano, un prete anticonvenzionale, moderno ed impegnato costantemente in campagne mediatiche a sostegno dei bambini immigrati, viene accusato di pedofilia; Claudio, un attore famoso che ha nel cuore le problematiche della gente comune, rivelerà la sua vera natura; Sandro, spinto dalla voglia di sentirsi parte di un gruppo, si unisce ad una gang di ragazzini viziati appartenenti alla classe borghese, che si divertono a fare i bulli e a filmare le proprie bravate; Giorgio, un ricco imprenditore, distrugge la sua famiglia a causa del suo vizio per il gioco online e infine tre giovani amiche adolescenti, attratte dai soldi facili, decidono di prostituirsi filmando i loro clienti per poi ricattarli. Volti noti del cinema, del teatro e della televisione si sono prestati per comporre e cesellare questo mosaico di storie: Remo Girone, Roberto Farnesi, Ricky Tognazzi e poi Daniela Poggi, Elisabetta Pellini, Laura Adriani, Katia Ricciarelli, Andrea Montovoli e Massimo Olcese. Le musiche sono state realizzate da Umberto Smaila.
Il film è stato presentato a Venezia il 10 settembre 2015 in occasione della 73a Mostra del Cinemaricevendo il premio Green Movie Award “per aver affrontato con delicatezza e rispetto i tempi più attuali e scottanti legati al mondo della rete coniugando in mondo armonico gli aspetti sociali e l’attenzione per l’ambiente anche attraverso la produzione eco sostenibile del film”. Le riprese, durate cinque settimane, sono state girate principalmente a Verona. “Mi ha fatto molto piacere che sia stata utilizzata la città di Verona come ambientazione. – afferma il sindaco Tosi – Soprattutto perché è stato fatto in modo innovativo, usando sapientemente scenari inconsueti ma rappresentativi. È stata valorizzata una città che ha in sé un grande valore scenografico e il cui fascino storico viene spesso ignorato dal mondo del cinema.”
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






