Centri di Comunità: cresce la rete della socialità a Verona

Redazione

| 06/04/2026
Salgono a 16 gli spazi aperti nei quartieri per contrastare la solitudine. Nel 2025 registrati 3.000 iscritti e oltre 80mila presenze tra laboratori e sportelli di ascolto.

Rafforzare la coesione sociale e creare opportunità di incontro per anziani, bambini e famiglie. È questo l’obiettivo dei “Centri di Comunità”, un progetto del Comune di Verona che vede la collaborazione tra la Direzione Servizi Sociali, il Decentramento e 12 enti del Terzo Settore.

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Dopo quasi quattro anni di attività, la rete conta oggi 16 centri distribuiti in ogni circoscrizione cittadina. Gli ultimi due spazi sono stati aperti in via sperimentale nella Circoscrizione 3^ (Casetta Maritati) e in Borgo Trento (Circoscrizione 2^), quest’ultimo inaugurato a gennaio 2026 grazie al contributo di Fondazione Cariverona.

Servizi e attività nei quartieri

I centri restano aperti almeno 20 ore settimanali durante tutto l’anno. Le attività proposte sono completamente gratuite e spaziano dal supporto educativo alla salute:

  • Laboratori creativi per bambini e servizi di “Doposcuola”.
  • Attività motorie e ricreative per anziani, come il percorso “Ginnasticamente”.
  • Iniziative contro il divario digitale con lo sportello “Sos Digitale”.
  • Incontri intergenerazionali e sportelli di ascolto e orientamento.

I numeri del progetto

I dati confermano il radicamento del servizio sul territorio. Dal 2022 a oggi i beneficiari coinvolti sono stati oltre 5.700. Solo nell’ultimo anno gli iscritti sono stati quasi 3.000, con un incremento del 28% rispetto al 2023. Impressionante il dato delle frequentazioni: nel 2025 si sono registrati oltre 80.000 passaggi totali. Anche la composizione anagrafica sta cambiando: se 3.903 iscritti sono “over 65”, quasi la metà degli utenti (il 47%) ha un’età compresa tra 0 e 64 anni.

Il commento dell’amministrazione

«I Centri di Comunità rappresentano un investimento concreto sul benessere delle persone e sulla qualità della vita nei quartieri» ha dichiarato l’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni. «Vogliamo costruire luoghi aperti, inclusivi e accessibili a tutti. È un lavoro volto soprattutto al contrasto della solitudine e della mancanza di relazioni tra i più giovani. Ringrazio le realtà associative che ogni giorno donano il loro tempo per gli altri».

Il coordinamento del progetto è affidato alla cooperativa sociale Aribandus e al Consorzio Solco Verona, che supportano la rete delle dieci associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nella gestione degli spazi.

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