Elezioni comunali: 60mila veronesi al voto a fine maggio

di Alessandro Bonfante

| 05/04/2026
Dieci comuni della provincia scaligera chiamati a scegliere il proprio sindaco a fine maggio. Dopo Pasqua si scaldano le campagne elettorali. A San Bonifacio abbondano i candidati.

I cittadini di dieci comuni veronesi saranno chiamati alle urne il 24 e 25 maggio 2026 per rinnovare il consiglio comunale e scegliere il proprio sindaco. In tutto sono coinvolti oltre 60mila residenti.

Due amministrazioni sono commissariate dopo le dimissioni dei rispettivi sindaci, San Bonifacio e Colognola ai Colli. Soave va al voto perché il sindaco è stato eletto consigliere regionale. Erbè perché il sindaco Nicola Martini è deceduto. Per regolare scadenza del mandato invece vanno al voto Vigasio, Albaredo d’Adige, Trevenzuolo, Rivoli Veronese, Bonavigo e Palù.

Le liste devono essere presentate un mese prima del voto, quindi il quadro ufficiale arriverà il 24 aprile. L’unico comune in cui è possibile – o ancora meglio, probabile, visto l’alto numero di candidati – il ballottaggio è San Bonifacio. In quel caso sarà il il 7 e 8 giugno.

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San Bonifacio

Con oltre 20mila residenti e un alto numero di candidati sindaco, San Bonifacio rappresenta la sfida elettorale più significativa e animata. A partire dalla complicata situazione politica, con le dimissioni del sindaco Fulvio Soave (sostenuto da Verona Domani e Lega) avvenute lo scorso gennaio, dopo neanche due anni di mandato.

Una coalizione di centrodestra frammentata, che anche alle prossime elezioni con tutta probabilità andrà divisa, visto il recente salto in avanti della Lega, che ha sciolto le riserve annunciando la candidatura di Roberto Turri, già deputato per il Carroccio e vicesindaco nella breve amministrazione di Fulvio Soave. Un nome, quello di Turri, criticato perché non residente in paese (già sindaco del Comune di Roncà fra 2009 e 2019).

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Al primo turno nel 2024 andarono separati i principali partiti di centrodestra: Forza Italia e Fratelli d’Italia con Nicola Gambin, Lega, Verona Domani e Liga Veneta con Fulvio Soave. Al ballottaggio fra Soave e Antonio Verona del centrosinistra, Fratelli d’Italia decise in autonomia l’apparentamento con Soave, scelta divergente da Forza Italia e Gambin.

Ma se la situazione del centrodestra sembra complicata, anche altrove non manca la complessità.

Gli altri candidati già annunciati:

  • Gabriele Lain, in corsa per il Partito Democratico e la lista civica Territorio e Comunità;
  • Giampaolo Provoli, già sindaco di una coalizione di centrosinistra, nel 2024 con la sua lista sosteneva insieme al PD il candidato Antonio Verona, ora sceglie una strada autonoma insieme al gruppo di Simona De Luca;
  • Debora Marzotto, già assessora nella giunta Soave;
  • Maicol Faccini, di Forza Nuova, con “Salviamo San Bonifacio”;
  • Marco Andrioli con i gruppi “Parco urbano” e “San Bonifacio bene comune”;
  • Mariano Dalla Valle, ex Lega, con Libero Patto Sambonifacese.

Già sette candidati, quindi. Ma potrebbero essere anche di più, considerando che gli altri partiti di centrodestra sicuramente saranno in corsa (a parte la Liga Veneta, che non sarà della partita).

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Gli altri comuni

Per ora il quadro – tutto da verificare all’ufficialità – sembra essere il seguente. A Vigasio il sindaco uscente Eddi Tosi (Forza Italia) sarà sfidato da Bruno Costa, alla guida di un gruppo civico e dal suo attuale vicesindaco, Diego Campedelli (Lega e Fratelli d’Italia).

Colognola ai Colli va al voto dopo le dimissioni della sindaca Giovanna Piubello per una frattura politica nella maggioranza. In campo Bellino Ruffo per Colognola eretica e Giovanni Migliorini, già assessore, per Insieme per Colognola.

A Soave il comune è retto dal vicesindaco Roberto Montanari. Da capire quale sarà la sfida. Ad Albaredo d’Adige si ripresenta l’uscente Giovanni Ruta, ma sarà sfidato da Marco Fuin. A Trevenzuolo si ricandida Eros Torsi. A Rivoli Veronese si ricandida Giuliana Zocca. A Bonavigo si ricandida Ermanno Gobbi. A Erbè il vicesindaco del defunto Martini, Roberto Silvestroni, si candida. Si oppone la coalizione civica Erbè futura, di Damiano Fermo e dell’ex sindaco Paolo Brazzarola. A Palù il sindaco Francesco Farina ha fatto sapere che non si ricandiderà.

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