Arriva la Fiorentina, Sammarco: «Dobbiamo dare il massimo»
Redazione
Riportiamo di seguito le dichiarazioni dell’allenatore gialloblù Paolo Sammarco, rilasciate oggi alla vigilia di Hellas Verona-Fiorentina, 31esima giornata di Serie A 2025/26, in programma sabato 4 aprile alle ore 18, allo stadio ‘Bentegodi‘.
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Come sta la squadra e come avete lavorato durante la sosta?
“In queste settimane abbiamo fatto un buon lavoro. I ragazzi che sono tornati erano un po’ giù a livello di umore, soprattutto Nelsson e Suslov, ma passata la prima giornata sono subito rientrati forti con la squadra. Per quanto riguarda gli infortunati, rispetto all’ultima partita recuperiamo Bradaric, che ieri ha svolto tutto l’allenamento in gruppo”.
La Fiorentina ha bisogno di chiudere la pratica salvezza, mentre il Verona cerca una vittoria in casa. Che senso diamo a questa partita?
“Dobbiamo cercare di vincere per noi, per i ragazzi, per i nostri tifosi, per la società, per tutti. Dobbiamo dare il massimo e fare una prestazione importante, il focus totale è sulla partita di domani”.
Il Verona ha raccolto solo cinque vittorie in due stagioni al Bentegodi: come si spiega questo dato?
“Noi in campo dobbiamo dare il massimo, come ho sempre detto. Dobbiamo fare nostro quello spirito e quel trasporto che anche contro il Genoa si è visto in maniera incredibile da parte della gente. Noi lo dobbiamo alimentare con la prestazione. Capisco che il fatto di aver fatto pochi punti in casa sia un problema, lo sappiamo tutti, ma dobbiamo andare oltre. Non si tratta di giocare con la testa libera perché la pressione c’è, ma dobbiamo lasciarla da parte. I giocatori devono giocare per fare grandi cose, per lottare e per cercare di fare quel qualcosa in più che ci permetta di fare punti anche in casa”.
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A Bergamo sono state create occasioni, ma non si è riusciti a finalizzare. In generale, resta un Verona che fatica a costruire e con alcuni attaccanti ancora a quota zero. Quali sono le ragioni che portano a essere così improduttivi e come si può correggere la fase offensiva?
“Credo che quelle contro Bologna e Atalanta siano state due partite in cui abbiamo creato occasioni. A Bergamo, soprattutto nel secondo tempo, non siamo stati bravi a concretizzare oppure abbiamo trovato contro una squadra che difendeva molto bene. Secondo me è anche un fattore legato alle caratteristiche dei calciatori: con il rientro di giocatori come Belghali, Bernede e Suslov possiamo costruire qualcosa in più, perché hanno qualità e capacità nell’uno contro uno. Questo è quello che probabilmente è mancato in alcune partite”.
Uno degli obiettivi di questo finale di stagione può essere quello di non chiudere all’ultimo posto?
“Non vogliamo chiudere ultimi, assolutamente. Abbiamo intenzione di avvicinarci il più possibile a chi precede in classifica. L’obiettivo, come ho detto e ripeto, non può essere a lungo termine ma deve essere sempre la partita successiva, perché è quella che può aprire qualche spiraglio e permetterci di lavorare meglio nelle settimane successive”.
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Suslov è tornato titolare dopo dieci mesi, così come Belghali. Può finalmente contare al 100% su entrambi?
“Dalle ultime partite che hanno disputato, entrambi hanno dimostrato che stanno tornando in condizione. Penso che Belghali abbia già fatto vedere a Bergamo di stare bene. Suslov può essere un’opzione sia dal primo minuto che a partita in corso, perché può darci qualcosa di diverso”.
Che esperienza sta vivendo sulla panchina del Verona? È vero che Don Renzo Zocca le ha dato un amuleto per finire bene la stagione e per la sua carriera?
“L’ho incontrato due settimane fa, abbiamo parlato e mi ha dato un amuleto che speriamo possa darci una mano. Però poi dobbiamo essere concreti. Io sto vivendo un’esperienza incredibile, forte, difficilissima ma molto bella. Io e il mio staff stiamo dando tutto quello che possiamo. Sicuramente avrò commesso e commetterò degli errori, ma sono tutti fatti con la consapevolezza di voler aiutare il Verona”.
In questi giorni si è parlato molto della mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale e uno dei temi principali è l’utilizzo dei giovani. Le chiedo: è davvero così grande il salto dalla Primavera alla Prima Squadra? È così difficile lanciare anche un ragazzo del Settore Giovanile?
“Non è facile. Anche io, dall’altra parte, a volte mi chiedevo come mai non succedesse più spesso. Poi però ti confronti con squadre costruite con tanti giocatori esperti. Io credo che i giovani ci siano, ma è chiaro che serve un percorso di crescita”.
C’è il rischio che qualcuno, pensando al futuro o al mercato, tiri indietro la gamba?
“No, non ho questa sensazione. Se ce l’avessi sicuramente non farebbero parte della squadra. Non li ho mai visti tirare indietro la gamba in allenamento: c’è competitività per conquistare un posto da titolare. Se dovessi vedere una cosa del genere, sarebbero i primi a essere messi da parte”.
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