Minacce al sindaco di Malo dopo il pugno duro contro le gang giovanili
Redazione
Una minaccia di morte esplicita, scritta su un biglietto lasciato sulla propria auto: «ti facciamo saltare in aria l’auto con te dentro». Destinatario dell’intimidazione è Moreno Marsetti, sindaco di Malo, da mesi impegnato in una stretta contro il degrado e gli atti vandalici nel territorio comunale.
Il sindaco ha sporto denuncia e le forze dell’ordine hanno avviato le indagini. Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio sarebbe una ritorsione legata alla linea della “fermezza” adottata dall’amministrazione contro i gruppi di giovani che disturbano la quiete pubblica.
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Negli ultimi mesi, infatti, sono stati potenziati i controlli di Polizia locale e Carabinieri. Grazie anche all’uso della videosorveglianza e di droni per il monitoraggio, sono stati identificati diversi ragazzi tra i 16 e i 17 anni. Molti di loro provengono da Malo e dai comuni limitrofi come Thiene, Schio e Santorso. Per i danneggiamenti e gli schiamazzi sono scattate sanzioni dirette ai genitori, con multe che variano dai 450 ai 600 euro.
La cittadinanza aveva segnalato diversi episodi critici: vetri rotti in edifici pubblici, biciclette distrutte e abbandono di bottiglie di superalcolici. Particolare attenzione è stata rivolta al santuario di Santa Libera, teatro di comportamenti definiti “indecorosi”. Questi interventi hanno inasprito il clima con alcuni gruppi di giovani, sfociando ora nell’attacco diretto al primo cittadino.
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Nonostante la gravità del gesto, Marsetti ha confermato di voler proseguire con il piano di sicurezza: «Non basteranno a fermare le azioni contro spaccio, danneggiamenti e disturbo della quiete pubblica», ha dichiarato il sindaco.
La vicenda è approdata al Comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura a Vicenza, che ha disposto un rafforzamento della vigilanza sul territorio.
Numerose le testimonianze di solidarietà dal mondo politico. Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, e Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, hanno condannato l’accaduto. «Lo Stato non fa passi indietro – ha dichiarato il presidente della Regione Stefani – e gli amministratori coraggiosi non si lasciano intimidire. Violenti e criminali sono avvisati: tutta la comunità veneta sta dalla parte di chi difende le regole del vivere civile e promuove la giustizia e l’armonia sociale». Nardin ha ribadito che minacciare un amministratore significa colpire «non solo la persona ma l’istituzione che rappresenta».
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