A Verona la riabilitazione si fa a casa: 300 pazienti per l’Ulss 9
Redazione
Seguire il percorso di riabilitazione dal salotto di casa, davanti a un pc o a uno smartphone. È la realtà che coinvolge quasi 300 pazienti nel territorio dell’Ulss 9 Scaligera. L’iniziativa, coordinata dalle unità di Marzana-Verona e Bovolone, utilizza tecnologie di ultima generazione come sensori inerziali e realtà virtuale per ottimizzare tempi e risorse.
I vantaggi sono concreti: i pazienti evitano faticosi spostamenti e le liste d’attesa si snelliscono grazie ai posti che si liberano nelle palestre degli ospedali.
Come funziona la terapia digitale
Il sistema si basa sul «bio-feedback». I pazienti applicano dei sensori sulle parti del corpo interessate, che comunicano con un tablet fornito dall’Ulss o tramite un’app sul cellulare. Sullo schermo compare un avatar che riproduce i movimenti del paziente in scenari simili a quelli dei videogiochi.
Questo metodo stimola la motivazione e permette di correggere gli errori in tempo reale. Partita in via sperimentale a Marzana, la teleriabilitazione è stata estesa a Bovolone, al distretto di via del Capitel a Verona e, dallo scorso dicembre, anche all’ospedale di San Bonifacio.
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I numeri del successo
L’attività è cresciuta in modo costante: dai 26 pazienti del 2022 si è passati ai 142 del 2024, fino a raggiungere la quota attuale di circa 300 persone seguite globalmente nel 2025.
Un impatto rilevante si registra sulle liste d’attesa. All’ospedale di Marzana, il 30% dei pazienti dimessi ha potuto proseguire le cure da casa invece di affollare gli ambulatori. Un percorso specifico è dedicato anche alle donne operate al seno (oltre 20 quelle attualmente seguite) per garantire continuità nei trattamenti.
Un servizio per tutte le età
«Il successo della teleriabilitazione è dovuto a un team di fisiatri, fisioterapisti e logopedisti» spiega il dottor Gaspare Crimi, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’Ulss 9. «Le patologie più seguite riguardano interventi ad anca e ginocchio, fratture, ictus o amputazioni. Proponiamo questa modalità a tutte le fasce d’età: anche gli ultraottantenni, circa il 10% del totale, hanno accettato con entusiasmo l’uso delle tecnologie».
Secondo la dottoressa Sofia Pesavento, coordinatrice fisioterapista a Marzana, il sistema rappresenta «il modo migliore per accompagnare il paziente verso una completa autonomia». I dati sul gradimento confermano il trend: il 90% degli utenti considera la teleriabilitazione un’ottima strategia per il recupero clinico.
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