Inaugurato a Borgo Roma il nuovo Parco 8 Marzo
Redazione
Parco 8 Marzo a Verona, ha un valore simbolico importante: un nuovo spazio verde urbano, un luogo dove si è voluta valorizzare la memoria e il contributo di sei donne veronesi che, in epoche e contesti diversi, hanno contribuito in modo concreto alla crescita sociale, culturale e civile della città, spesso senza grande visibilità pubblica.
Nel parco, situato in via Ongaro in Borgo Roma, rivivono le storie di Anna Tantini, intellettuale femminista e difensora civica, Mafalda Pavia, medica ebrea, fondatrice Soroptimist Club Verona, Tiziana Tommelleri Nocini, imprenditrice, inventrice, benefattrice, Paola Gambaro Ivancich ricercatrice di entomologia agraria e benefattrice, Massimilla Baldo, scienzata, the lady of neutrinos ed Elisa Dal Cero, partigiana, Grande Ufficiale della Repubblica. A ciascuna di esse è stata dedicata una targa che ne racconta il percorso e l’impegno.


«Si tratta di donne che hanno fatto la storia di Verona operando in campo sociale, nella ricerca, nell’imprenditoria ma anche nel volontariato» ha affermato l’assessore Benini.
La targhe sono state scoperte da Cecilia Residori, presidente della Consulta delle Associazioni Femminili di Verona che ha tracciato la figura di queste donne, nella maggior parte dei casi in presenza dei famigliari o di persone a loro vicine.
Le loro storie parlano di impegno quotidiano: nell’educazione, nel lavoro, nella cura degli altri, nella partecipazione alla vita della comunità. Rappresentano quindi una memoria “diffusa”, non fatta solo di grandi nomi, ma di vite che hanno costruito valore nel territorio, diventando punti di riferimento per chi le ha conosciute. In questo senso, sono unite da un filo comune: l’aver lasciato un’eredità fatta di relazioni, responsabilità e impegno civico.
Il fatto che oggi vengano ricordate insieme non è casuale: significa riconoscere che la storia di una città non è fatta solo da figure celebri, ma anche da persone che, con il loro contributo silenzioso, hanno reso Verona un luogo più umano, solidale e consapevole lasciando un filo prezioso nella trama del tessuto sociale. In altre parole, sono sei storie diverse che raccontano un’unica idea di comunità.
La mattinata si è aperta con un momento musicale organizzato dall’associazione Nuova Acropoli dedicato alla primavera e alla bellezza, contribuendo a creare un clima partecipato e coinvolgente. Spazio anche alla creatività con la mostra “Ottantaquattro Volti di Inciampo – Autoritratti per non dimenticare”, realizzata dagli studenti dell’Istituto Comprensivo 10/11 di Borgo Roma, che hanno raccontato attraverso l’arte il tema della memoria, dell’identità e della violenza di genere.
«L’inaugurazione di oggi è stata l’occasione – ha commentato l’assessora alle Politiche educative e scolastiche, Elisa La Paglia – per intraprendere questo percorso didattico multidisciplinare di eccezionale valore. Grazie alle insegnanti delle scuole Mazza e a Saba Ferrari che le ha artisticamente seguite».
Gli stessi studenti e studentesse hanno inoltre presentato due podcast: il primo dedicato alle donne scienziate, il secondo incentrato sul progetto artistico della mostra, dimostrando un forte coinvolgimento e una significativa capacità di approfondimento.
L’intervento
L’intervento, promosso dal Comune di Verona e finanziato nell’ambito del programma nazionale P.I.N.Qu.A. con fondi PNRR, ha interessato una superficie di circa 17.000 metri quadrati, precedentemente utilizzata come parcheggio. L’area è stata completamente rinaturalizzata, restituendo permeabilità al suolo e contribuendo alla riduzione dell’isola di calore urbana.
Questa iniziativa rappresenta una risposta concreta alla crescente esigenza di spazi verdi in una zona ad alta densità abitativa e direzionale, offrendo ai cittadini un nuovo luogo di incontro, relax e benessere.
«Questo intervento non restituisce respiro solo al quartiere di Borgo Roma, – dichiara l’assessore al verde e all’arredo urbano, Federico Benini – ma a tutta la città. Parliamo di un’area di circa 17 mila metri quadrati che da parcheggio asfaltato diventa oggi un vero polmone verde per Verona. È una trasformazione concreta: più di 130 alberi, oltre 70 arbusti, percorsi, illuminazione e spazi di sosta. Un luogo pensato per essere vissuto ogni giorno, che migliora la qualità dell’aria, dello spazio urbano e della vita delle persone. Abbiamo voluto anche dare a questo parco un valore simbolico importante, dedicandolo a otto donne che hanno segnato la storia del nostro territorio in ambiti diversi, dall’impresa alla cultura, dai diritti alla scienza. Questo progetto rappresenta anche un cambio di visione per il quartiere, che per anni ha visto soprattutto sviluppo commerciale. Oggi investiamo invece su verde, qualità urbana e connessione tra spazi pubblici. Nei prossimi mesi avvieremo una sperimentazione sulla viabilità di via Ongaro, con l’obiettivo di collegare questo nuovo parco con quello di Santa Teresa. Se le condizioni di mobilità lo permetteranno, potremo unire i due spazi in un unico grande sistema verde a servizio della città».
Tra gli interventi realizzati la rimozione dell’asfalto e ripristino del terreno naturale con semina a prato, la creazione di percorsi pedonali in materiale naturale, i collegamenti sicuri con il Parco di Santa Teresa esistente, installazione di illuminazione LED a basso impatto ambientale, ampliamento dei marciapiedi e miglioramento dell’accessibilità.
Il parco è stato arricchito con la piantumazione di oltre 130 tra alberi e arbusti, grazie anche alla collaborazione e alle donazioni di AIPO e Legambiente, oltre al contributo attivo dei Comitati di Verona Sud.
«L’inaugurazione del Parco Otto Marzo rappresenta uno degli interventi di rinaturalizzazione urbana più significativi realizzati negli ultimi anni in Italia a scala comunale. Restituire alla cittadinanza un’area asfaltata di questa dimensione – ha commentato Legambiente – è una scelta che richiede coraggio e convinzione, perché non stiamo parlando di un angolo dimenticato della città, ma di uno spazio con un valore logistico ed economico reale adiacente alla Fiera, che qualcuno avrebbe potuto benissimo difendere com’era. Per noi è poi un orgoglio poter dire che Legambiente, grazie alla donazione di AIPO – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, ha messo a dimora 120 delle piante di questo nuovo parco e ne ha curato la progettazione paesaggistica, in stretta collaborazione con il settore giardini del Comune di Verona e pienamente condivisa anche con la Consulta del Verde. Basti pensare che la richiesta di ampliamento del parco veniva da anni di richieste dai cittadini e comitati del territorio a cui anche noi abbiamo partecipato. Il lavoro fatto da Legambiente con AIPO e Comune dimostra che, quando c’è la volontà politica, l’associazionismo può essere propositivo e portare risultati concreti. Operazioni di questa portata rimangono ancora rare nel panorama urbano italiano: siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzarla, e ci auguriamo che possa diventare un riferimento replicabile anche in altre aree della città».
Sono stati inoltre installati arredi urbani, tra cui panchine, cestini e una fontanella, e realizzati spazi per biciclette e sosta veicoli nelle aree limitrofe.
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