Orfeo Pozzani, sindaco di Bovolone: «Strade e scuole sono di tutti: deve finanziarle lo Stato»
di Alessandro Bonfante
Nuovo appuntamento con “D Giovedì” su Radio Adige Tv con Orfeo Pozzani. Nella rubrica “Un quarto d’ora con…“, negli studi di Verona Network, ospitiamo il sindaco del Comune di Bovolone.
Sanità e sociale sono fra le esigenze primarie di una comunità: a Bovolone c’è l’esperienza positiva della prima Casa di Comunità attivata nel territorio dell’ULSS 9 Scaligera. Il primo cittadino affronta quindi i temi dei servizi per la popolazione, ma anche della farraginosa macchina burocratica, la gestione della sicurezza e il futuro dell’ente Provincia. Quasi un bilancio del mandato, iniziato nel 2021.
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Guarda l’intervista con Orfeo Pozzani
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Una sintesi dell’intervista
Partiamo dalle novità del territorio di Bovolone: una di queste è la riqualificazione di parte di piazza Vittorio Emanuele II. Per vedere le opere realizzate serve tempo e la macchina burocratica è spesso farraginosa. Qual è la sua esperienza?
Un solo mandato amministrativo è poco per realizzare e costruire qualcosa di importante per il proprio territorio. La burocrazia è molto pesante anche nel settore pubblico: tra l’ideazione di un’opera e la sua realizzazione passano mediamente 4 o 5 anni. Noi ci siamo insediati a fine 2021 e abbiamo iniziato a lavorare concretamente nel 2022, mettendo in cantiere diversi progetti, tra cui la ristrutturazione della piazza davanti al Duomo. L’intervento è partito dalla rimozione di un gradino molto pericoloso per gli anziani; dovendo modificare i livelli del porfido, abbiamo inserito un elemento simbolico: una vasca ottagonale che rappresenta il battistero e la nostra Pieve di San Giovanni Battista. Abbiamo sistemato tutto il fronte del Duomo e della chiesa, compresi gli accessi laterali, per rendere la nostra città più bella.
I comuni devono occuparsi di molteplici fronti: strade, scuole, manutenzioni. Per una realtà di medie dimensioni come Bovolone, quanto è gravoso questo impegno per la macchina comunale?
L’impegno è tanto e le risorse sono sempre limitate, poiché l’avanzo di bilancio per gli investimenti è spesso sofferto. Il mio impegno per i prossimi anni sarà quello di cercare un maggiore coinvolgimento del Ministero: le strade e le scuole sono beni di tutti e non dovrebbero esserci disparità tra i cittadini di comuni diversi. Come la Provincia gestisce le strade di collegamento e le scuole superiori, così lo Stato dovrebbe finanziare maggiormente l’edilizia delle scuole materne, primarie e secondarie. Non è ammissibile che chi percorre una strada che attraversa più comuni trovi l’asfalto perfetto in un territorio e dissestato in quello confinante.
In tema di sanità e sociale, a Bovolone è attiva la prima Casa di Comunità dell’ULSS 9 della provincia di Verona. Qual è il valore aggiunto per il territorio?
La priorità di un amministratore è tutelare la salute e offrire servizi sociali ai cittadini. In questo senso, anche lo sport è fondamentale perché fa sociale e aiuta la prevenzione. Nel nostro ospedale, che eroga già numerosi servizi, è attiva da un anno la Casa di Comunità. Qui operano i medici di gruppo con una copertura oraria molto ampia, offrendo servizi essenziali e disponibili. Questo sistema permette di decongestionare i pronto soccorso di Legnago e Verona: tutti i codici bianchi o verdi possono essere gestiti nella Casa di Comunità, dove è presente anche un ambulatorio infermieristico per le piccole necessità.
Bovolone è attrattiva per nuovi residenti? Qual è la situazione attuale sul fronte abitativo?
Abbiamo moltissime richieste di persone che vogliono venire a vivere a Bovolone. Oggi la scelta non dipende solo dal canone d’affitto, ma soprattutto dai servizi offerti: la copertura sanitaria e sociale, la presenza dell’ospedale, le scuole. Noi abbiamo la fortuna di ospitare sedi di due scuole superiori, il “Don Calabria” e il “Giorgi”, oltre a una stazione ferroviaria e linee di trasporto pubblico che collegano il paese da nord a sud. La gente cerca casa dove ci sono servizi efficienti che permettano anche di abbattere i costi legati all’uso dell’auto.
Questa forte richiesta ha aiutato a sbloccare anche situazioni critiche, come lo stabile abbandonato in via Ormaneto?
Assolutamente sì. Proprio questa domanda abitativa ha permesso di sbloccare l’edificio di via Ormaneto, una situazione ferma da quindici anni. Si tratta di un grande complesso di 80 appartamenti in centro al paese che è stato acquistato da un’azienda di Castel d’Azzano. I lavori partiranno a breve e ci sono già diverse richieste per quegli alloggi. È un segnale importante, anche perché i giovani sono sempre più abituati a utilizzare il trasporto pubblico per muoversi, sia in Italia che all’estero.
Lei è anche consigliere provinciale, un ente spesso criticato dopo le riforme degli ultimi anni. Qual è il suo punto di vista su questo ruolo?
Ridurre i servizi e le competenze delle Province non è stata un’ottima scelta. È stato depotenziato l’organo politico e il personale è stato dimezzato, mettendo in difficoltà l’erogazione di servizi fondamentali. La Provincia rappresenta il primo contatto per un comune; la Regione, pur gestendo partite importanti, è molto più lontana dal territorio. Credo che l’ente debba essere ripristinato nelle sue funzioni originarie per dare risposte concrete alle comunità locali.
Oltre alla piazza, quali sono le altre opere pubbliche in dirittura d’arrivo?
Abbiamo appena inaugurato una nuova struttura nel nostro parco pubblico di 38 ettari, dove si trova anche un laghetto con un villaggio preistorico. Si tratta di un punto di formazione e accoglienza per scolaresche e turisti, realizzato con criteri di efficientamento energetico. Il 2 maggio inaugureremo ufficialmente la piazza ristrutturata. A settembre apriremo una nuova scuola materna. Inoltre, stiamo completando il rinnovo delle reti del gas e dell’illuminazione pubblica; una volta sistemati i sottoservizi, potremo procedere con la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza delle strade.
Sul piano della sicurezza, quali sono le necessità e come state collaborando con le forze dell’ordine?
Stiamo aumentando i controlli e i sistemi di videosorveglianza grazie alla partecipazione a specifici bandi e alla costante collaborazione con i Carabinieri e la Polizia Locale. Tuttavia, credo che il problema della sicurezza sia anche culturale e debba partire dalle famiglie. Un tempo, se venivi richiamato da un’autorità o dal sindaco, i genitori intervenivano severamente; oggi spesso tendono a difendere i figli a prescindere, indebolendo il ruolo delle istituzioni. Parallelamente, stiamo potenziando i servizi: abbiamo creato un polo sociale nelle ex scuole maschili e, grazie alla collaborazione con ATV, istituiremo fermate dedicate per facilitare l’accesso all’ospedale e agli uffici.
Lei è alla fine del suo mandato. Domanda provocatoria: chi glielo ha fatto fare di affrontare ogni giorno le pressioni e le responsabilità che il ruolo di sindaco comporta?
L’ho voluto io, perché amo stare in mezzo alla gente. Non ho ore o sere libere, e per questo ringrazio la mia famiglia che mi sostiene conoscendo la mia indole. Conosco bene tutto il territorio provinciale per la mia attività lavorativa e questo impegno non mi pesa. Se operi con amore per la tua comunità, le critiche e i complimenti hanno lo stesso valore costruttivo. Il mio obiettivo è il bene di Bovolone e per questo ho intenzione di ricandidarmi l’anno prossimo, per portare avanti i progetti iniziati.
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