Sciopero nazionale del 27 marzo: si fermano anche i giornalisti

Redazione

| 26/03/2026
Per la categoria dell’informazione si tratta del secondo sciopero dopo quello del 28 novembre scorso. La mobilitazione è stata proclamata contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da dieci anni.

Nuovo venerdì di scioperi in Italia. Domani, 27 marzo, si fermano i lavoratori del trasporto pubblico locale, i dipendenti della scuola e i giornalisti, che incrociano le braccia per 24 ore.

Per la categoria dell’informazione si tratta del secondo sciopero dopo quello del 28 novembre scorso. La mobilitazione è stata proclamata contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da dieci anni.

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«Dignità. È questa la parola d’ordine che spinge le giornaliste e i giornalisti italiani ad altri due giorni di sciopero: il 27 marzo e il 16 aprile. Sì, vogliamo che all’informazione sia riconosciuta la necessaria dignità e garantirle soprattutto un futuro anch’esso dignitoso. Oggi questo non è scontato, anzi», si legge nel comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

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«Il nostro contratto di lavoro è scaduto da dieci anni, i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione e hanno perso il 20% del potere di acquisto. Siamo l’unica categoria ad attendere da così tanto tempo il rinnovo. C’è una evidente questione economica – scrive l’Fnsi – e c’è un altrettanto evidente tema di autorevolezza e indipendenza della stampa. Quello che gli editori vogliono smontare pezzo a pezzo è lo stesso contratto che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito “prima garanzia della libertà dei giornalisti italiani”. È questa la saldatura tra le nostre fondamentali rivendicazioni economiche e la libertà di informazione che i cittadini, i lettori, i telespettatori, gli utenti del web, devono pretendere per poter essere a loro volta liberi. Gli editori intascano risorse milionarie dal governo (da questo, come da quelli precedenti), ma investono poco nelle loro aziende e per potenziare l’informazione professionale».

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