Tutti su per terra, magari, in una casa sull’albero
Si avvicina timidamente la primavera e con essa la voglia di progettare qualche vacanza, breve o lunga che sia. Gli alberi non accoglieranno solo foglie, fiori o frutti. La Regione Veneto ha, infatti, iniziato a riconoscere le case sugli alberi come strutture ricettive.
Sempre più turisti scelgono per le loro vacanze una dimora sull’albero, quasi a voler entrare sempre più in contatto con la natura, o forse a compimento del sogno di qualsiasi bambino. L’idea di trovare un riparo da frenesia e ritmi stressanti avvolti tra grandi rami di alberi secolari, non è più un desiderio impossibile ma realtà. Ad accogliere la continua evoluzione della domanda turistica nazionale ed internazionale è la Regione del Veneto che tramite delibera ha predisposto per gli interessati ad avviare la nuova attività: modalità di apertura e di esercizio, spazi e servizi minimi di interesse turistico necessari, prescrizioni igienico – sanitarie e di sicurezza, edilizie, urbanistiche e paesaggistiche necessarie per la realizzazione e tutte le norme di gestione per le nuove strutture ricettive denominate “case sugli alberi”. Il Veneto, che vanta 70 milioni di presenze e 17 miliardi di euro di fatturato, ed è la regione più visitata d’Italia (l’unica nella top ten europea grazie al trittico Mare, Dolomiti e Venezia, ndr) non si pone limiti e mette così il primo tassello verso lo sviluppo del cosiddetto ‘turismo emozionale’. «Il riconoscimento delle case sugli alberi come strutture ricettive – fa sapere il governatore Luca Zaia – è un importante traguardo, ma stiamo lavorando, anche attraverso deroghe e agevolazioni, all’affermazione di nuove forme di ospitalità che sicuramente avranno sempre più interesse e mercato in Italia e all’estero, come il glamping, dove soggiorno all’aria aperta e glamour si fondono, ma anche le houseboat, gli alloggi nelle valli da pesca, e tanto altro ancora».

Il progetto case sugli alberi è quindi solo la prima delle tante tipologie di strutture ricettive in ambienti naturali che saranno disciplinate da normativa regionale, come ha chiarito l’assessore regionale al Turismo Federico Caner. «Nel prossimo futuro ci occuperemo anche di alloggi galleggianti su fiumi e canali, di palafitte collocate stabilmente su superfici acquee, di spazi abitabili all’interno di grandi botti di legno e di alloggi ricavati in cavità naturali, come le grotte. È un modello di ricettività già presente in altri Paesi, un’esperienza innovativa che garantisce una fruizione turistica del tutto originale e sostenibile del patrimonio territoriale, compatibile con l’ambiente. Una forma di ospitalità che contribuirà a valorizzare soprattutto quelle aree del Veneto di grande pregio paesaggistico e naturalistico, innalzando ulteriormente la competitività turistica delle nostre terre».
NELLA TOP 10 DELLE REGIONI PIÙ VISITATE IN UE, IL VENETO PIACE, E TANTO
Spagna, Francia e Italia sono le destinazioni preferite dei turisti europei, ma solo la Regione del Veneto rientra nella “top ten” dell’Unione europea. A constatarlo Eurostat, l’ufficio Statistico della Comunità Europea che raccoglie ed elabora i dati dell’UE a fini statistici. Secondo l’ultima pubblicazione del Regional Yearbook 2017 alla voce «numero di notti trascorse in strutture ricettive turistiche nelle venti principali regioni turistiche dell’Unione Europea, entro il 2015» il Veneto si conferma la regione più turistica d’Italia ed è sesta fra le oltre 200 europee per numero di notti passate sul territorio dai vacanzieri (63,3 milioni) nel 2015.
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