Endometriosi e fibromi dell’utero: a Legnago si curano con una tecnica mininvasiva
Redazione
All’ospedale di Legnago i fibromi uterini e l’endometriosi si curano con l’embolizzazione delle arterie uterine. È entrato infatti a pieno regime l’utilizzo della tecnica mininvasiva altamente specialistica che consente di trattare patologie ginecologiche complesse riducendo l’impatto chirurgico, i tempi di degenza e favorendo un più rapido recupero per le pazienti.
L’embolizzazione delle arterie uterine è solitamente impiegata per il trattamento in elezione dei fibromi uterini o dell’adenomiosi (una particolare forma di endometriosi) o per il trattamento in urgenza di una emorragia postpartum. Attraverso un piccolo accesso, solitamente a livello dell’inguine, il medico raggiunge le arterie che portano sangue ai fibromi uterini e le occlude selettivamente con particelle microscopiche. In questo modo si riduce l’afflusso di sangue ai fibromi, che nel tempo si riducono di volume e causano meno sintomi, consentendo di preservare l’utero ed evitando nella maggior parte dei casi interventi più invasivi, con un rapido ritorno alle normali attività quotidiane.
Valore aggiunto della procedura è l’integrazione multidisciplinare ad alto valore clinico ed organizzativo su cui si fonda. Una metodica che a Legnago vede infatti la stretta collaborazione tra l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dalla dott.ssa Paola Pomini, l’Unità Operativa Complessa di Radiologia, diretta dal dott. Lamberto Bologna, l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Vascolare, diretta dal dott. Fabio Simoncini e l’Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione diretta dal dott. F. Girardini.
«L’embolizzazione arteriosa delle arterie uterine è una procedura mini-invasiva che viene eseguita in anestesia peridurale per la gestione del dolore intra e soprattutto post-procedurale. Sono circa 30 i casi trattati finora con questa metodica – sottolinea il dott. Bologna, che insieme al dott. Ugo Navarro si occupa della procedura – con risultati quasi sempre ottimali ed una sempre più frequente risoluzione completa della sintomatologia di origine, sia in elezione che in urgenza».
«Il coinvolgimento della Chirurgia Vascolare – evidenzia il dott. Simoncini – garantisce un ulteriore livello di sicurezza nella gestione degli accessi vascolari e delle eventuali complicanze o nei casi complessi».
«L’embolizzazione delle arterie uterine – conclude la dott.ssa Pomini – è il risultato di una sinergia multidisciplinare consolidata tra ginecologi, radiologi interventisti e chirurghi vascolari, che operano in stretta integrazione per garantire percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati, sicuri ed efficaci, con una completa presa in carico della paziente, dalla diagnosi alla terapia, fino al follow-up. Questo approccio consente di offrire un’alternativa terapeutica avanzata, in particolare nei casi in cui sia indicato evitare o rimandare l’intervento chirurgico tradizionale o in casi di emergenza».
L’embolizzazione delle arterie uterine è una procedura che richiede competenze specifiche, tecnologie dedicate e una stretta integrazione tra diverse professionalità sanitarie e per queste caratteristiche non è ancora diffusamente praticata su tutto il territorio regionale e nazionale. L’esperienza maturata dall’Ospedale di Legnago consente oggi di offrire questo trattamento in modo strutturato e sicuro, rappresentando un’opportunità terapeutica qualificata per le pazienti dell’ULSS 9 Scaligera con l’obiettivo di rispondere a un bisogno assistenziale altamente specialistico. Tutto ciò testimonia l’impegno costante dell’Ospedale di Legnago e di tutta l’ULSS 9 Scaligera nel promuovere innovazione, qualità delle cure e centralità della paziente, rafforzando il ruolo del presidio come centro di eccellenza nella sanità pubblica veneta.
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