A Verona la mostra per scoprire il Cenacolo di Leonardo “Tra le pieghe dell’anima”
di Alessandro Bonfante
Leonardo lo scienziato, ma anche l’uomo di fede. Il genio assoluto e le pieghe dell’anima. È stata inaugurata stamattina, sabato 21 marzo, la nuova mostra organizzata a Verona dall’associazione Rivela.
“Il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Tra le pieghe dell’anima” è il titolo, sarà visitabile fino al 24 maggio. Video, proiezioni immersive e contenuti multimediali inediti nella suggestiva cornice del Silos di Levante del polo universitario Santa Marta.
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Il Cenacolo
L’esposizione presenta le riproduzioni delle principali opere pittoriche di Leonardo con un focus sugli anni milanesi e in particolare sul Cenacolo. È un’occasione per immergersi in una delle opere più famose dell’artista fiorentino vissuto tra il 1452 e il 1519: quell’Ultima Cena dipinta tra il 1495 e il 1497 nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano e riprodotta in dimensioni quasi fedeli all’originale. Non solo: il percorso espositivo permette di conoscere aspetti meno noti del genio rinascimentale – che fu pittore, architetto, scienziato, inventore dall’eclettico ed enigmatico talento – attraverso un approfondimento sul legame con la madre e una lettura del suo testamento.
La mostra
Dopo il grande successo del ciclo di rassegne su Dante Alighieri (2022-2024) e su Fra’ Giovanni da Verona (2025), Rivela presenta in una versione ampliata e ancora più suggestiva un progetto già apprezzato dal pubblico su Leonardo da Vinci e in particolare sul Cenacolo a cura della storica dell’arte sr. Maria Gloria Riva. Questa nuova edizione – alla cui realizzazione oltre a sr. Riva hanno collaborato sr. Maria Vera Mazzotti, Laura Miceli, Giovanni Bresadola, Raffaella Grossato, Roberto Brun e al presidente di Rivela Ermanno Benetti – si ispira al percorso originario, arricchendolo però con video inediti a cura di Mosaiko Srl, proiezioni immersive e contenuti multimediali per offrire una lettura ancora più coinvolgente del genio leonardesco.
«La mostra parte dalla vita di Leonardo nelle sue tappe: prima Vinci, poi il trasferimento a Firenze e l’arrivo a Milano, focalizzandosi soprattutto sui contatti che ha avuto per la realizzazione di opere come il Cenacolo o la Vergine delle Rocce. Relazioni che l’hanno portato a scegliere certi soggetti iconografici: lo sfondo della Vergine o la gestualità nel Cenacolo che risente anche del contatto con i Padri Domenicani della Madonna delle Grazie», spiega sr. Maria Gloria Riva.
Sorprendente è la parte conclusiva, osserva la curatrice: «Ci rivela che il “laico” Leonardo ha avuto uno spessore umano notevole nella capacità di relazione con i fratelli che sostanzialmente l’hanno misconosciuto tutta la vita, lasciando a loro un’eredità. Nella capacità di penetrazione della realtà che si ritrova nei bozzetti stupendi legati a dei sonetti che parlano del futuro e del rapporto dell’uomo con se stesso e la natura. Infine nel suo testamento che racconta la sensibilità nei confronti della fede e dei poveri perché, appunto alla fine, si è sentito uno di loro nonostante l’agiatezza in cui ha vissuto e che la sua genialità sorprendente gli ha permesso».
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Tra le pieghe dell’anima
Il percorso espositivo inizia al pianterreno del Silos di Levante con un’introduzione video al progetto, da parte della curatrice sr. Maria Gloria Riva, alla quale seguono le prime tre sezioni della mostra che sono incentrate sulla vita di Leonardo da Vinci, gli studi della fisiognomica e della natura.
Segue, al primo piano, una galleria di ritratti riprodotti per l’occasione in scala originale: della Gioconda, della Belle Ferronière, della Dama dell’ermellino e di Ginevra de’ Benci. Ad impreziosire l’allestimento del secondo piano sono i dettagli in grande formato di opere come il San Giovanni Battista, il Battesimo di Cristo e la Vergine delle Rocce.
Cuore dell’esposizione, raggiunto il quarto piano, è infine la riproduzione del Cenacolo in scala quasi reale (7 x 3,5 metri) a cui fa da contrappunto, per riprodurre l’atmosfera del refettorio di Santa Maria delle Grazie, l’affresco della Crocifissione di Donato Montorfano. Proiezioni sull’opera serviranno ad evidenziare alcuni particolari e a descrivere alcuni soggetti rappresentati nell’Ultima Cena, aiutando i visitatori a vivere un’esperienza totalmente immersiva.
Nel cortometraggio realizzato da Mosaiko Srl per chiudere il percorso protagonista è Jacopo: uno studente in visita alla mostra di Leonardo Da Vinci; i suoi compagni si sono appena dileguati ed è fermo davanti al dipinto dell’Ultima Cena per cogliere la filosofia, il sentimento, la morale che mosse l’artista verso quel lavoro e che volente o nolente ha prodotto una eco filosofica e umana che si infrange e condiziona il nostro vivere oggi. In modo del tutto inaspettato, il giovane si ritrova a discutere dei suoi dubbi con un misterioso inserviente che lo aiuterà a guardare il mondo da una prospettiva del tutto nuova. È un richiamo a Francesco Melzi, pittore e allievo prediletto di Leonardo, il quale consegna idealmente l’eredità leonardesca alle giovani generazioni.
Valore educativo
Negli spazi dell’antico edificio un tempo usato per lo stoccaggio delle granaglie, il progetto di Rivela ha un forte valore didattico che si amplia con un contributo educativo accompagnato da domande di carattere esistenziale, pensate per aiutare i visitatori a confrontare se stessi con le figure degli Apostoli. Le parole di Cristo nel Vangelo di Giovanni, “In verità vi dico uno di voi mi tradirà!”, diventano così una chiave di lettura del dramma umano e spirituale che attraversa l’opera, invitando ciascuno a interrogarsi sulle proprie scelte, responsabilità e relazioni.
Puntualizza il co-curatore Giovanni Bresadola: «Per Leonardo in quei dodici Apostoli è rappresentata l’intera umanità che si interroga sul male, sul peccato e su come affrontarli. Ogni discepolo di Gesù veicola una sua risposta personale, attraverso il suo carattere (ethos) e la sua reazione emotiva (pathos) con l’espressione del volto, la postura del corpo, l’uso delle mani. Il visitatore viene così condotto ad identificarsi in un Apostolo particolare, in cui riconosce il suo atteggiamento nei confronti del male e della sofferenza; ognuno tenta così di rispondere ad una domanda esistenziale specifica».
Studenti “ciceroni”
Come nei precedenti progetti culturali promossi da Rivela, protagonisti dell’esposizione sono anche gli studenti delle scuole di Verona e provincia, coinvolti come guide nell’ambito di un progetto di FSL, Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO), realizzato in collaborazione con diversi istituti scolastici. Ad accompagnare i visitatori come “ciceroni” sono infatti 70 ragazzi di 12 istituti veronesi: Don Bosco, Maffei, Nani Boccioni, Guardini, Giberti, Montanari, Campostrini, Sacra Famiglia, Stimate, Angeli, Copernico e Pindemonte. Ad affiancarli lungo il percorso espositivo sono 50 tutor adulti dell’Associazione.
«L’iniziativa mira a rafforzare competenze trasversali, benessere e partecipazione attiva, creando un ponte virtuoso tra scuola, cultura e territorio», sottolinea Ermanno Benetti, presidente di Rivela. «In tempi così complessi e difficili, abbiamo più che mai bisogno di esempi che mostrino, con la propria vita, come sia possibile affrontare le circostanze con serietà, positività e con un autentico desiderio di cercare la giustizia e la verità nelle cose – continua Benetti –. I grandi artisti sono di aiuto in questo viaggio: attraverso la profondità e la serietà con cui guardano la realtà, possono diventare veri testimoni di speranza. Lo abbiamo già sperimentato nelle mostre dedicate all’opera di Dante in questi anni; allo stesso modo, anche il Cenacolo e la figura di Leonardo ci accompagnano in questo cammino, aiutandoci a intravedere una possibile via di speranza per il presente e per il futuro».
Info e biglietti
La mostra è visitabile fino al 24 maggio, nei giorni dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì), dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso libero. Visite guidate con prenotazione obbligatoria sul sito www.rivela.org. Info: segreteria@rivela.org o 375.5848188.
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