Operato di tumore a 98 anni: «Ho ricevuto la vita due volte»

Redazione

| 20/03/2026
Successo all’Istituto Oncologico Veneto per un intervento complesso su un paziente classe 1928. Iginio Sergio Bessega è tornato a casa dopo soli cinque giorni di ricovero.

L’età anagrafica non è più un limite invalicabile per la grande chirurgia oncologica. All’Istituto Oncologico Veneto (IOV) è stato operato con successo un paziente di 98 anni, affetto da un tumore maligno dello stomaco. L’intervento, eseguito lo scorso 31 gennaio dall’équipe del dottor Pierluigi Pilati, rappresenta un traguardo clinico straordinario per la complessità della patologia e l’età avanzata dell’uomo.

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Il caso clinico

Il signor Iginio Sergio Bessega, nato nel 1928, si era rivolto allo IOV dopo settimane di sintomi pesanti: forte dimagrimento, dolori e impossibilità di alimentarsi. Gli accertamenti hanno confermato la presenza di una massa gastrica occludente in stadio avanzato. Nonostante i rischi, dopo un confronto multidisciplinare tra chirurghi, oncologi e anestesisti, i medici hanno deciso di procedere.

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L’intervento “su misura”

Il paziente è stato sottoposto a una gastrectomia subtotale, ovvero l’asportazione di due terzi dello stomaco, insieme alla linfoadenectomia. Un ruolo fondamentale è stato giocato dall’anestesia. Il dottor Massimo Sergi, direttore della UOC Anestesia e Rianimazione, ha spiegato come la tecnologia moderna abbia permesso di «cucire addosso al paziente, come un abito su misura, la giusta quantità di anestesia». Bessega ha risposto bene: il decorso è stato regolare e le dimissioni sono avvenute dopo soli cinque giorni.

Le parole del signor Bessega testimoniano la riuscita dell’operazione: «Mi sono affidato completamente ai medici. Alla mia età non pensavo di affrontare un’operazione così importante. Posso dire di aver ricevuto la vita due volte: la prima da mia madre, quando mi ha messo al mondo; la seconda, a 98 anni, dall’équipe dello IOV».

La Direzione Generale dello IOV, guidata dalla dottoressa Patrizia Simionato, ha ribadito che l’età non può essere l’unico criterio per valutare le cure. Il dottor Pilati ha invece sottolineato come il successo sia frutto di una stretta collaborazione tra tutto il personale di sala e di reparto, unita alla «grande determinazione del paziente».

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