Samantha Cristoforetti agli studenti: «Mente aperta, competenze solide e cogliere le occasioni»
Redazione
In occasione di Università svelate, oltre all’Unistem day, l’ateneo ha promosso visite guidate, laboratori aperti agli studenti nelle diverse sedi dell’ateneo scaligero, e l’incontro con il poeta Gian Mario Villalta che ha tenuto una Lectio magistralis dal titolo “Poesia e voce”. Evento, realizzato in collaborazione con il Museo del Contemporaneo, inserito nel progetto “Leggere la poesia contemporanea” realizzato dal Dipartimento di Culture e Civiltà.
UniStem 2026 si è concentrato, in particolare, sulla scoperta dello spazio e sulla possibilità per l’uomo di esplorarlo e comprenderlo. «Per noi UniStem rappresenta un’occasione straordinaria per avvicinare i giovani al mondo della ricerca, stimolarne la curiosità e aiutarli a confrontarsi con temi che possano ispirarli in un momento cruciale delle loro scelte formative”, ha spiegato Ilaria Decimo, coordinatrice dell’evento e docente di Farmacologia del dipartimento di Diagnostica e sanità pubblica. “Tra i giovani emerge il fascino verso lo spazio e la possibilità per l’uomo di esplorarlo e comprenderlo, e in questo senso rappresenta la massima espressione di cosa vuol dire fare ricerca e spingersi oltre il conosciuto. Per questo motivo, è stato per noi un grandissimo onore e piacere poter accogliere Samantha Cristoforetti, per raccontare ai ragazzi che cosa significhi fare scienza esplorando lo spazio. La sua presenza è stata anche particolarmente preziosa per incoraggiare le giovani studentesse a intraprendere percorsi nelle discipline Stem, e più in generale per ispirare tutti gli studenti che iniziano a immaginare e costruire il proprio futuro».
Dopo i saluti istituzionali del delegato alla Valorizzazione delle conoscenze per la società Matteo Ballottari, le ragazze e i ragazzi hanno ascoltato con attenzione l’intervento di Samantha Cristoforetti.
«Il fascino che genera lo spazio, soprattutto nei più giovani, può essere uno strumento per avvicinarli al mondo della scienza e della tecnologia – ha spiegato Cristoforetti -. Ho voluto, quindi, raccontare oggi la mia esperienza, così particolare, ma anche mettere in luce il lavoro di squadra, perché dietro un’astronauta ci sono tante altre professionalità. È importante trovare la propria strada: ai giovani ricordo che il mondo cambia rapidamente, bisogna mantenere la mente aperta, costruirsi competenze solide e cogliere le occasioni che arrivano. Anche se, di fronte a percorsi particolari come il mio, può sembrare che si tratti di una scelta deterministica, c’è anche il caso, bisogna essere pronti ad aggiustare il tiro».
La giornata è poi proseguita con le relazioni di diversi docenti di ateneo, Nicola Frison, Alberto Castellini, Michele Ginesi, Valentina Cavedon e Francesca Ciarpella, che hanno presentato alla platea di studentesse e studenti le loro ricerche scientifiche nei vari campi, dall’informatica, alle neuroscienze, dalla matematica alle scienze motorie e alle biotecnologie, raccontando, attraverso la loro esperienza, il significato dell’essere scienziati, con l’obbiettivo di promuovere nei più giovani la ricerca scientifica.
Unistem day, giunto alla 18esima edizione, è un’iniziativa internazionale di divulgazione scientifica dedicata all’apprendimento, alla scoperta, al confronto sui temi della conoscenza e dell’innovazione, ideata dal centro Unistem dell’università Statale di Milano e ad oggi coinvolge un centinaio di atenei e centri di ricerca In Europa, con la partecipazione di oltre 30mila studenti. Nell’organizzazione dell’evento Univr sono stati coinvolti i dipartimenti di Informatica, Biotecnologie, Ingegneria biomedica e Diagnostica e sanità pubblica dell’Università di Verona.
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