Gioco, riflessione e accoglienza: una rete per sostenere donne e bambini

Redazione

| 14/03/2026
Il Lions Club Verona Re Teodorico ha promosso una serata dedicata alle madri e ai minori ospiti delle case di accoglienza, con il sostegno di istituzioni, imprese e associazioni del territorio.

In occasione della Giornata internazionale dei diritti della Donna, il Lions Club Verona Re Teodorico accende i riflettori su una realtà che chiede attenzione, ascolto e responsabilità: quella delle donne ospiti delle case di accoglienza insieme ai loro bambini. Un momento di riflessione e sensibilizzazione dedicato non solo alle madri che hanno trovato il coraggio di fuggire da situazioni di violenza, abuso o degrado, ma anche ai loro figli, spesso custodi silenziosi di ferite invisibili e profondissime.

«Negli anni ACISJF ha lavorato insieme a diverse realtà del territorio, tra cui il Lions Club e Arca Vita.– precisa l’assessora alle politiche sociali e terzo settore, Luisa Ceni – Realtà diverse, tra profit e non profit, che però condividono un obiettivo comune: rendere migliore la nostra comunità, sostenendo le persone più fragili, in questo caso donne e bambini. Il gioco, che è l’attività naturale dei bambini, diventa uno strumento prezioso per aiutarli a ritrovare fiducia e a ripartire. Non è qualcosa di banale: giocare è fondamentale per crescere e recuperare i traumi».

La serata è stata un percorso di consapevolezza e condivisione. Le relatrici hanno accompagnato il pubblico in un viaggio che parte dal significato autentico dell’accoglienza nelle case di protezione, attraversa le esperienze di rinascita delle madri e dei loro bambini, mostrando come un luogo sicuro possa diventare molto più di un rifugio: uno spazio di ricostruzione, dignità e futuro.

«Mettere in rete competenze, risorse ed esperienze – ha spiegato Lia Monopoli, presidentessa Lions Club Verona Re Teodorico – significa amplificare l’impatto delle azioni e dare vita a un modello di intervento fondato sulla sussidiarietà orizzontale: una collaborazione concreta tra istituzioni, imprese e società civile che uniscono le forze per rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità. Questo è il messaggio che oggi lanciamo: insieme possiamo restituire dignità, creare inclusione e costruire percorsi generatori di futuro affinché tutti camminino con lo stesso passo».

In questo cammino, il gioco emerge come un linguaggio prezioso. Semplice e profondo al tempo stesso, diventa per i bambini uno strumento di cura: permette loro di raccontarsi quando le parole non bastano, di elaborare il dolore, di ritrovare fiducia e un equilibrio possibile. Un gesto apparentemente semplice, ma capace di generare un impatto concreto e duraturo, sostenendo il percorso di crescita e rinascita di madri e figli.

«Una città sana è una città che si prende cura delle persone più fragili – ha sottolineato Annamaria Molino, consigliera comunale vicepresidente nazionale dell’associazione Rete Italiana Città Sane dell’Oms – Il gioco, per un bambino che ha subito un trauma non è solo divertimento: è uno strumento di cura e di rinascita. Sostenere donne e bambini che ricominciano significa investire nel futuro della nostra comunità».

A sostegno di tale impegno, durante la serata il dr. Marco Battisti, Amministratore Delegato di Arca Vita e Arca Assicurazioni, ha consegnato un contributo a A.C.I.S.J.F. Protezione della Giovane – OdV, associazione di Verona che ogni anno accoglie numerose donne con i loro bambini, offrendo loro la possibilità di intraprendere un cammino di ricostruzione lontano da contesti pericolosi e segnati dalla paura.

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