Disturbi alimentari in crescita a Verona: +22% di casi nel 2025

Redazione

| 13/03/2026
Aumentano i disturbi del comportamento alimentare, con pazienti sempre più giovani e più maschi coinvolti. Il Centro regionale di Borgo Roma registra oltre 11mila prestazioni nel 2025.

Anche quest’anno Verona conferma il trend nazionale nella continua crescita dei disturbi del comportamento alimentare, sono stati il 22,2% in più nel 2025 rispetto all’anno precedente. Aumentano inoltre anche i maschi che ne soffrono e aumentano i pazienti in età preadolescenziale.

In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra domenica 15 marzo, il Centro di riferimento regionale dei disturbi del comportamento alimentare ha organizzato due giornate informative per la popolazione: il 13 marzo al Polo Confortini dell’ospedale di Borgo Trento e il 16 marzo nell’atrio del Policlinico di Borgo Roma, dalle 9 alle 17. 

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Centro regionale per il trattamento dei Disturbi del comportamento alimentare

Gli ambulatori sono nell’Uoc Psichiatria B di Borgo Roma, diretta dal Prof. Corrado Barbui. Il Centro offre trattamenti di eccellenza che si occupano della psicopatologia, ma anche delle gravi e allarmanti conseguenze organiche che possono condurre anche alla morte. La presa in carico globale della problematica avviene da parte del Gidan (Gruppo interdisciplinare per il trattamento dei Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione). Il trattamento delle complicanze organiche e neuropsichiatriche/psichiatriche con cui lottano i pazienti, si fa attraverso la stretta collaborazione tra Uoc: Pediatria C, diretta dal prof. Giorgio Piacentini, Endocrinologia diabetologia e malattie del metabolismo, diretta dal prof. Riccardo Bonadonna, Neuropsichiatria infantile, diretta dalla prof.ssa Francesca Darra, insieme al personale del Servizio dietetico ospedaliero. 

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Aumentano i casi e i ricoveri

Si conferma l’aumento delle prestazioni ambulatoriali del Centro di Borgo Roma: 7 mila nel 2023, 9 mila nel 2024, ed oltre 11 mila nel 2025 per 753 pazienti in carico, di cui 166 nuovi casi. Il Centro prende in carico i pazienti dai 14 anni. 

In lento ma progressivo aumento anche i ricoveri per i casi di grave malnutrizione. Nel periodo pre-pandemico (2017-2018) i ricoveri ordinari in Pediatria C si attestavano a 1 caso/anno, sono diventati 6 nel 2019, 7 nel 2020, 8 nel 2021 fino al picco di 12 nel 2022. Negli anni successivi i numeri si sono mantenuti stabilmente superiori rispetto al periodo pre-Covid: 8 nel 2023, 7 nel 2024 e 4 nel 2025. Ciò conferma l’impatto significativo della pandemia sull’incremento della casistica e della gravità clinica. Per quanto riguarda gli adulti, che vengono accolti presso il reparto di Endocrinologia si è passati da 1 a 6 ricoveri/anno nel 2025. 

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Aumenta la gravità e si abbassa l’età di esordio

La gravità dei casi si manifesta con il marcato sottopeso e/o la presenza di frequenti episodi di vomito ma anche con quadri psichiatrici complessi, che necessitano di cure intensive e multidisciplinari. La gestione delle conseguenze di una grave malnutrizione richiede il ricovero in ambito medico con degenze estremamente lunghe (mediamente un paio di mesi): i minorenni fino a 14 anni sono ricoverati in Pediatria C, gli adulti in Endocrinologia.  

In Pediatria C, attualmente sono 39 (di cui 4 maschi) i pazienti presi in carico presso l’ambulatorio Adolescenza/Endocrinologia pediatrica, in collaborazione con il Servizio dietetico. In Endocrinologia sono finora 66 i giovani adulti (di cui 3 maschi) presi in carico dalla prof.ssa Maddalena Trombetta. Tutti i reparti si avvalgono delle competenze multidisciplinari di un team specializzato sia per l’età pediatrica che per l’età adulta. L’Anoressia nervosa rimane la diagnosi prevalente, tuttavia si osserva una maggiore incidenza di disturbo da Binge eating (o alimentazione incontrollata). 

Per quanto riguarda l’età, gli ambulatori vedono perlopiù adolescenti e giovani donne, ma specie nei giovanissimi compare il genere maschile che presenta caratteristiche cliniche di particolare gravità. L’età minima alla diagnosi è di 9 anni, con un’età media di 13.8 anni, a conferma di un preoccupante abbassamento dell’età di esordio. 

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Aoui Verona Centro di riferimento regionale

Il Centro dei disturbi del comportamento alimentare in Azienda ospedaliera è stato riconosciuto come Centro di Riferimento Regionale nel 2005 e tutt’oggi è parte del Tavolo Tecnico della Regione Veneto per i disturbi della nutrizione e alimentazione. Offre prestazioni ambulatoriali specialistiche (con un’attività clinica programmata non diretta all’urgenza) ad opera di psicologi/psicoterapeuti, medici/psichiatri, dietiste e tecnici della riabilitazione psichiatrica (Terp), secondo la logica multidisciplinare. Tutte le prestazioni sono coperte dal Ssn, la prima visita è prenotabile attraverso il CUP con impegnativa. Oltre all’attività clinica, il Centro è impegnato in numerosi progetti di ricerca scientifica, nel luglio 2024 ha vinto un bando della Fondazione Giuseppe Manni per la ricerca nelle Neuroscienze con un progetto di riabilitazione cognitiva nei pazienti affetti da disturbi alimentari in età adolescenziale.

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Ultimo servizio del Centro: erogazione pasti assistiti

Da circa due anni è attivo il servizio per l’erogazione di pasti assistiti e attività riabilitative e terapeutiche. Il Day Hospital nel 2025 ha accolto 22 pazienti, per una durata media di circa 3 mesi ed una frequenza di 5 giorni su 7 dalle 12.30 alle 17. Gli utenti vengono assistiti nella fruizione del pranzo e dello spuntino pomeridiano. Seguono attività distrattive, per la gestione delle reazioni emotive conseguenti ai pasti, riabilitative e psicoterapeutiche individuali e di gruppo. Sono attivi: il gruppo assertività, gruppo espressivo, gruppo emozioni, gruppo basato sulle tecniche di mentalizzazione e il gruppo di riabilitazione nutrizionale. Durante le attività sono sempre presenti gli operatori (medico/psichiatra, psicologo, Terp, dietista) con un rapporto di 1:3.

Erano presenti alla conferenza stampa: Paolo Petralia direttore generale Aoui; per la Psichiatria B prof Corrado Barbui direttore, dott.ssa Rosa Bruna Dall’Agnola responsabile Centro regionale Disturbi comportamento alimentare e la sua équipe; per Endocrinologia dott. Carlo Negri; per la Pediatria C prof.ssa Rossella Gaudino; le dietiste Rita Piccoli, Silvia Lazzaris e Marta Miotto; per la Neuropsichiatria infantile la prof.ssa Francesca Darra direttore e dott.ssa Micaela De Simone. Presenti anche i volontari dell’associazione “La crisalide lilla” con il presidente Luca Borini. 

Petralia, direttore generale Aoui: «È una Giornata nazionale per ricordare, ma soprattutto per stimolare a prendersi cura in modo sempre migliore dei disturbi del comportamento alimentare. Rappresentano purtroppo un fenomeno in crescita, e in Azienda abbiamo risorse da mettere in rete per interventi, prestazioni e percorsi di cura sempre migliori. Grazie alla competenza dei nostri professionisti e alla loro capacità di lavorare in squadra è attiva la sinergia col mondo del Terzo settore. Questo è davvero il terreno giusto in cui unire gli sforzi per dare risposte appropriate di presa in cura, oltre a prestazioni capaci di dare sollievo ai tanti giovani che stanno vivendo questa difficoltà. La Giornata del Fiocchetto Lilla è certamente un’occasione. non di un solo giorno l’anno ma per ribadire continuamente la nostra volontà di ulteriore sinergia per andare avanti insieme».

Prof Barbui, direttore Psichiatria B: «Sono disturbi emotivi e psicologici complessi, che hanno a che fare con il rapporto con il cibo, il peso e la propria immagine corporea. Per la loro complessità necessitano di un intervento multidisciplinare. La Giornata di oggi coinvolge il nostro Centro di riferimento regionale e tutti i colleghi del gruppo multidisciplinare GIDAN, che include pediatri, neuropsichiatri, endocrinologi e dietisti. Un impegno necessario perché sta crescendo la frequenza e si abbassa l’età di insorgenza, il fenomeno cresce anche tra i maschi: una volta il rapporto era circa 1:10 circa, ora a 1:6 – 1:7. Dobbiamo tenere alta l’attenzione su questi disturbi e cercare di anticipare il più possibile gli interventi terapeutici. Prima vengono riconosciuti i disturbi, migliore è l’esito a lungo termine».

Dott.ssa Dall’Agnola, responsabile Centro trattamento disturbi alimentari: «Ciò che osserviamo, in particolare dal periodo post-pandemia, è un sensibile abbassamento dell’età d’esordio e un incremento dei casi: abbiamo registrato circa il 40% in più rispetto alle annate precedenti. Vorrei sottolineare soprattutto la gravità dei quadri clinici, che rende indispensabile un trattamento multidisciplinare. L’intervento non coinvolge solo il nostro Centro, che gestisce le attività ambulatoriali e quelle più intensive in regime di Day Hospital, ma molti altri reparti dell’Azienda ospedaliera. Essendo un disturbo che attraversa diverse fasi della vita, dall’infanzia all’età adulta, sono coinvolte numerose unità operative: dalla Pediatria C con pediatri ed endocrinologi pediatrici, fino ai reparti per adulti. Questi ultimi gestiscono le fasi più critiche della patologia, con ricoveri che purtroppo risultano spesso molto lunghi e faticosi».

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