Chiusura di piazza Bra alle auto, a Verona si riaccende il dibattito
di Alessandro Bonfante
Sta per chiudersi la parentesi olimpica e paralimpica per Verona, con le strutture di Milano Cortina 2026 che nei prossimi giorni saranno disallestite. L’intenzione già annunciata da tempo dell’amministrazione comunale è di chiudere al traffico in modo permanente piazza Bra e quindi vietare il passaggio veicolare privato davanti alla Gran Guardia. Sarebbe consentito il passaggio solo a trasporto pubblico, quindi autobus e taxi, e in alcuni momenti ai mezzi diretti a carico e scarico per le attività commerciali.
Un indirizzo – non nuovo – che ha già fatto discutere negli scorsi mesi e che ora riaccende il dibattito per le conseguenze che potrà avere sulla viabilità.
Il trasporto privato dovrà quindi svoltare su via dei Mutilati o vicolo Ghiaia per chi proviene da corso Porta Nuova oppure verso piazza cittadella per chi proviene da via Pallone.
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Si affida all’ironia il consigliere regionale e segretario cittadino di Forza Italia Alberto Bozza: «La probabile chiusura definitiva di Piazza Bra ai mezzi privati dopo i Giochi, i nuovi sensi unici di marcia in cerniere strategiche per la viabilità come lungadige Cangrande e Campagnola, la riduzione dei parcheggi, la Ztl h24: avanti così il prossimo passo sarà vietare ai veronesi l’uso dell’auto…».
Aggiunge Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale del partito: «Chiudere piazza Bra alle auto senza prima garantire valide alternative di mobilità è una scelta scellerata che rischia di paralizzare ulteriormente Verona, già sommersa da cantieri e restringimenti. Prima di imporre nuovi divieti permanenti l’amministrazione dovrebbe spiegare quali soluzioni concrete offre a veronesi, lavoratori e commercianti che ogni giorno devono raggiungere il centro».
Di ben altro avviso è Luca Perini, segretario provinciale di Sinistra Italiana Verona: «Si proceda senza esitazioni, anche su altre zone della città. La destra come al solito è lontana da una visione di città a misura d’uomo. Già diverse città europee hanno avviato progetti e sperimentazioni che vanno verso pedonalizzazione, piste ciclabili, trasporto pubblico e mobilità condivisa».
«Il cambiamento non è semplice, né a costo zero: togliere le automobili dalle città significa anche ripensare radicalmente il trasporto pubblico, potenziandolo e rendendolo accessibile a tutti» aggiunge Perini. «Serve attenzione per le persone fragili e con scarsa mobilità. Serve una logistica intelligente e serve, soprattutto, un cambiamento culturale. Un cambiamento che questa amministrazione, a differenza di amministrazioni passate, sta cercando di mettere in pratica».
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Disallestimento Milano Cortina: riapre vicolo Borella
È stato già riaperto vicolo Borella e dalla prossima mezzanotte, quella tra lunedì 9 e martedì 10 marzo, sarà nuovamente riattivata la telecamera a tutela della corsia preferenziale di stradone Scipione Maffei.
Coloro che percorrono via Don Enrico Tazzoli pertanto non potranno più svoltare a destra su stradone Maffei, ma solo a sinistra verso stradone San Fermo.
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