Maria Chiara Carrozza: «Il futuro del Paese è un investimento in conoscenza»

Redazione

| 05/03/2026
La docente ha delineato le opportunità offerte dalla robotica e dall'intelligenza artificiale, esortando istituzioni e privati a superare le barriere burocratiche per valorizzare i giovani ricercatori formati con il PNRR.

Durante l’inaugurazione dell’anno accademico a Verona, Maria Chiara Carrozza, docente di Bioingegneria e biorobotica, ha offerto una prospettiva strategica sul ruolo dell’innovazione tecnologica in Italia. Al centro della sua riflessione, il potenziale trasformativo dell’integrazione tra automazione e nuovi algoritmi: «Parlerò di robotica, intelligenza artificiale, e come l’intelligenza artificiale consentirà probabilmente alla robotica di fare un salto in avanti, di come questa potrebbe essere un’opportunità per l’Italia, che è molto forte nell’automazione, nella robotica, ha un settore automobilistico molto forte e quindi potrebbe convertire una parte del proprio know-how delle competenze in competenze nuove per la robotica in medicina, per la robotica pubblica, l’assistenza domestica, la disabilità».

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Nonostante un contesto internazionale complesso, Carrozza ha espresso fiducia nelle capacità scientifiche del Paese, sottolineando l’eccellenza dei ricercatori italiani: «Lo stato della ricerca sia nella robotica che nell’intelligenza artificiale è molto alto. Noi siamo fra i paesi più produttivi in termini di numero di pubblicazioni per ricercatore, e noi dobbiamo fare un passo in avanti, credere in noi stessi, direi, e investire nella traslazione di tutte queste competenze dentro delle applicazioni industriali che creino posti di lavoro». Secondo la docente, la sfida cruciale per l’Italia e per l’Europa risiede proprio nella velocità di questo passaggio: «L’accelerazione tra ricerca fondamentale e applicazione oggi è molto forte, e quindi dobbiamo riuscire a capire come valorizzare le nostre risorse».

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In questo scenario, l’Università di Verona viene identificata come un perno fondamentale grazie al suo contesto industriale e naturale. Carrozza ha ribadito che puntare sulle nuove generazioni non deve essere visto come un azzardo: «L’università deve credere nei propri giovani, e quindi si tratta anche di rischiare l’investimento su di loro, perché non è un rischio, è un investimento sul futuro» Questo investimento diventa ancora più urgente al termine dei finanziamenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: «I giovani che escono da questi anni siano la nostra risorsa principale. Non lasciamoli scappare, lo dico anche sia alla pubblica amministrazione che al contesto privato, perché appunto il PNRR è proprio una valorizzazione. L’ elemento principale della competitività sono i talenti che devono valorizzare quello che hanno imparato anche con applicazioni pratiche».

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Infine, la professoressa ha rivolto un appello al mondo produttivo affinché si crei una sinergia più fluida con il settore pubblico: «Raccomando di abbattere un po’ questa barriera pubblico-privato che è uno dei problemi che rallenta l’evoluzione della ricerca nelle applicazioni pratiche, dobbiamo credere che il privato è un altro modo di creare valore, attraverso la creazione di posti di lavoro». La conclusione è un messaggio di speranza riposto interamente nel sapere: «Io vedo il nostro futuro del nostro paese, un investimento in conoscenza secondo me».

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