Univr, la Rettrice Leardini: «Ci impegniamo per trattenere i giovani sul territorio»
Redazione
In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, la Rettrice dell’Università di Verona, Chiara Leardini, ha presentato alla città e al corpo accademico un ambizioso piano strategico triennale volto a trasformare radicalmente il ruolo dell’ateneo. Il tema centrale di questa nuova fase è riassunto nel titolo dell’inaugurazione: “Cambiamo verso”. Secondo la Rettrice, si tratta di un «titolo impegnativo, ma anche un titolo di rilancio verso lo sviluppo», necessario per rispondere con fermezza a un contesto di forte crisi demografica che colpisce i giovani.
La strategia della Rettrice si muove lungo tre direttrici principali, partendo dal rapporto con le nuove generazioni. Leardini ha sottolineato l’importanza non solo di attrarre nuovi iscritti, ma di creare le condizioni affinché possano rimanere a Verona: «Il problema nostro è oggi, non solo pensare di attrarre i nostri studenti, di attrarre studenti nuovi, ma anche quello di formarli ed è per noi doveroso, ma anche quello, che è la vera sfida di oggi, quello di riuscire a trattenerli sul nostro territorio». Per favorire questa permanenza, l’ateneo intende investire sull’accessibilità allo studio: «Lavoreremo sulle borse di studio, sull’accessibilità allo studio, perché studiare non può essere un lusso, ma deve essere accessibile a tutta la popolazione che ritiene meritevole».
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Un pilastro fondamentale di questo cambiamento è rappresentato dall’investimento massiccio nella ricerca scientifica e nel capitale umano. La Rettrice ha annunciato un piano finanziario di grande portata: «Abbiamo previsto come ateneo nel prossimo triennio, un piano di reclutamento di giovani ricercatori, che è un impegno finanziario di oltre 33 milioni di euro». Parallelamente, sono state previste misure immediate per i dottorandi, considerati il punto di partenza della filiera della ricerca: «Scegliere l’Università di Verona, significa oggi poter disporre di cento euro in più al mese per i nostri dottorandi, ma anche poi di avere l’esenzione dalla tassa universitaria. Sono piccoli segnali, ma sono gesti concreti. Sono gesti concreti per dire venite a fare ricerca qui».
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Il secondo orizzonte strategico punta invece sull’identità e sul senso di appartenenza, cercando di fondere l’università con il tessuto cittadino. Leardini ha ribadito che «la nostra comunità non è la comunità solo accademica, è anche la comunità del territorio in cui viviamo». Per concretizzare questo legame, sono stati annunciati nuovi spazi di socialità e condivisione: «Parliamo di costruzione di due agorà studentesche: gli studenti avranno due spazi dove si troveranno, dove potranno condividere, co-progettare insieme e crescere insieme. Diamo a loro l’opportunità di avere un’esperienza, di vita professionale all’interno del nostro ateneo». Inoltre, l’ateneo mira a portare la scienza direttamente nelle strade: «Invaderemo la città raccontando la nostra ricerca, perché la ricerca ha senso solo se è raccontata, spiegata, discussa e condivisa, con la collettività».
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Infine, l’Università di Verona si proietta verso l’Europa attraverso l’alleanza internazionale AGIF, che coinvolge partner in Portogallo, Romania e Bulgaria. La Rettrice ha evidenziato la necessità di trasformare l’ateneo in un “nodo progettuale” europeo , annunciando una novità strutturale per i circa 1.700 studenti internazionali presenti: «Faremo un’International House che ha uno spazio fisico ma anche simbolico, che per l’accoglienza degli studenti, dei visiting professor internazionali, in modo tale che si sentano accolti, ma anche che diventi uno strumento di sviluppo di nuove relazioni». Questo percorso, tuttavia, richiede una cooperazione corale: «Ciò che fa la differenza è l’alleanza con gli altri. Da soli non possiamo farla insieme effettivamente possiamo cambiare verso».
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