La testimonianza di un veronese a Dubai: «Ci fidiamo di come stanno gestendo la situazione»

Redazione

| 03/03/2026
Tra i veronesi a Dubai c'è anche Pietro Cuppone, che da oltre tre anni vive e lavora nella città degli Emirati Arabi. «I check-in sono bloccati, ma bisogna mantenere la calma».

Sono numerosi gli italiani e i veronesi a Dubai in questo momento e nelle zone colpite dagli attacchi degli ultimi giorni. Tra questi c’è anche Pietro Cuppone, artista e chitarrista che da più di tre anni vive nella città degli Emirati Arabi dove lavora nel mondo dell’intrattenimento e come musicista, che ci ha riportato la sua testimonianza.

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«È scattato l’allarme, abbiamo sentito dei botti: all’inizio abbiamo pensavamo fossero legati ai cantieri edili che stanno sorgendo qui intorno, ogni tanto si sentono dei tonfi, è quasi normale, ci sono molti lavori in corso. Invece era un drone che veniva intercettato, e poi sono partiti altri boati bellici. Qui ci sono tanti altri italiani che conosco, e il parere è abbastanza unanime. Ci stiamo fidando di come stanno gestendo la situazione qui, mi sembra che sia gestita in maniera ordinata ed efficace».

«Attualmente ci troviamo nel quartiere di Jumeirah Village Circle, a sud di Dubai. Qui stiamo tutti bene, la quotidianità continua. Oggi eravamo in palestra, ieri ero a cena con amici: è una situazione che è stata “normalizzata” per poterla vivere con un principio di sopportazione e raziocinio. L’importante è non andare nel panico e rimanere lucidi. Al momento abbiamo due voli prenotati, ma che continuano a essere posticipati perché i check-in sono bloccati perché l’aeroporto riapre ogni giorno più tardi».

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