Confermata la morte di Ali Khamenei: escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti

Redazione

| 01/03/2026
Teheran conferma la morte della Guida Suprema. Nuovi attacchi nella regione e tensioni in Pakistan e Iraq.

Il governo iraniano ha confermato che la Guida Suprema Ali Khamenei è stata uccisa sabato nei bombardamenti condotti da Israele e Stati Uniti. I leader dei due Paesi avevano indicato come obiettivo dell’operazione militare il rovesciamento del regime iraniano. Teheran ha risposto con attacchi contro Israele e contro basi statunitensi nella regione.

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Secondo fonti dell’intelligence statunitense citate in forma anonima dai media internazionali, la CIA monitorava Khamenei da mesi, collaborando con l’intelligence israeliana. Durante la guerra dell’estate scorsa, il presidente statunitense Donald Trump aveva definito Khamenei un «obiettivo facile», aggiungendo che avrebbero potuto ucciderlo ma che non l’avrebbero fatto, «almeno per il momento». Dopo l’uccisione ha dichiarato che «non c’era niente» che avrebbe potuto fare per evitarla.

La decisione operativa sarebbe stata presa poche ore prima dell’attacco, quando le agenzie di intelligence hanno appreso che Khamenei si sarebbe trovato sabato mattina nel palazzo presidenziale di Teheran per una riunione con altri leader del regime. L’incontro, inizialmente previsto per la sera, era stato anticipato. I jet israeliani sono decollati intorno alle 6 del mattino e alle 9:40 hanno sganciato 30 bombe sull’edificio. Secondo le ricostruzioni, Khamenei si trovava in un bunker del palazzo, ma non in uno dei più profondi.

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Nel frattempo l’Iran ha nominato Ahmad Vahidi nuovo capo dei Guardiani della Rivoluzione, al posto del generale Mohammad Pakpour, ucciso nei bombardamenti. In precedenza Israele aveva eliminato anche il suo predecessore, Hossein Salami. I Guardiani rappresentano il corpo militare più potente e fedele al regime iraniano.

La tensione si è estesa anche fuori dall’Iran. A Karachi, in Pakistan, centinaia di persone hanno tentato di fare irruzione nel consolato statunitense: almeno sei persone sono morte negli scontri con la polizia. Proteste e disordini si registrano anche in Iraq. Secondo CNN, i cori ascoltati nei video diffusi online indicano che le manifestazioni erano contro i bombardamenti e contro l’uccisione di Khamenei.

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