Anni di minacce e pedinamenti, dopo l’imboscata fa arrestare l’ex

Redazione

| 28/02/2026
Per due anni una donna di 44 anni ha vissuto un incubo a causa del suo ex marito. Ieri, dopo essere riuscita a scappare dall'ennesima imboscata dell'uomo, l'ha fatto arrestare.

Continui pedinamenti, continue minacce. Per due anni una donna di 44 anni ha vissuto un incubo a causa del suo ex marito. Fino a ieri quando a Bacoli (Napoli) è riuscita a scappare dall’ennesima imboscata dell’uomo e per lui sono scattate le manette.

La donna ha presentato ben quattro denunce in questi anni. Ma l’uomo non si è fermato. Ha continuato a seguirla, sul posto di lavoro, sotto casa, mentre era alla guida. Non solo appostamenti ma anche urla, offese e minacce. Ieri l’ultimo pericoloso episodio. La donna è con una sua amica. La sta accompagnando all’ospedale di Pozzuoli per una visita. Sente di essere seguita ma non ne è certa. Accompagnata l’amica, la 44enne decide nell’attesa di andare al porto di Baia. Scende dall’auto e si allontana per poi nascondersi dietro un muro e attende. Pochi secondi e arriva una station wagon nera: è l’ex marito.

L’uomo parcheggia e scende dall’auto. Si avvicina all’utilitaria della donna e osserva. La vittima aspetta mentre l’uomo si allontana. Nel momento in cui decide di rientrare in auto per andare a riprendere l’amica, l’ex entra in auto dallo sportello posteriore sinistro. Il 43enne è alle sue spalle, la afferra e le strappa il cellulare. “Voglio solo parlare”, dice. Ma la donna riesce a scappare. Avviene un’altra colluttazione con lo smartphone che cade a terra e che la donna riesce a recuperare. La vittima vede la caserma della Capitaneria di porto e chiede aiuto. Il militare fa entrare la donna mentre l’ex marito urla e scalpita dietro la recinzione della struttura militare poi andar via.

La vittima racconta tutto ai carabinieri che acquisiscono le immagini dai sistemi di videosorveglianza e vedono la scena del porto: l’entrata in auto, la colluttazione e la fuga. I militari si mettono alla ricerca dell’uomo che rintracciato a casa viene arrestato in differita. Per la donna una prognosi di 21 giorni e forse la fine di un incubo. Per lui una lunga lista di accuse: atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, rapina impropria, lesioni personali, violenza privata.    

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