Verona entra nel Museo Diffuso del Risorgimento
Redazione
Verona parteciperà al Museo diffuso del Risorgimento grazie all’approvazione in Consiglio Comunale della delibera 4/2026 (21 voti favorevoli e 11 astenuti) che dà il via libera alla convenzione e relativi allegati per lo sviluppo e la valorizzazione del Museo Diffuso del Risorgimento (MUDRI) ai sensi dell’art.30 del D.Lgs. n. 267/2000.
«Oggi siamo chiamati a votare un atto che non è soltanto un adempimento amministrativo, – ha spiegato l’assessora alla Cultura e turismo, Marta Ugolini – ma un vero investimento sulla capacità della nostra città di fare rete e di valorizzare la propria identità storica. La proposta riguarda l’adesione del Comune di Verona alla Convenzione per il Museo Diffuso del Risorgimento, il Mudri. Il Risorgimento non è un episodio isolato, ma un lungo processo che ha portato alla nascita dello Stato unitario italiano. In questo percorso Verona ha avuto un ruolo strategico centrale: era il perno del sistema difensivo austriaco, il vertice principale del celebre Quadrilatero insieme a Peschiera, Mantova e Legnago».
«Sotto il comando del feldmaresciallo Radetzky, – ha aggiunto Ugolini – Verona fu trasformata in una vera città-caserma. Mentre Milano e Venezia insorgevano, Verona rimase uno dei capisaldi dell’Impero Asburgico fino alla Terza guerra d’indipendenza, quando entrò a far parte del nuovo Stato unitario. Questa storia ha lasciato tracce materiali evidenti. La cinta muraria magistrale, di origine romana e scaligera, assunse in epoca austriaca l’imponente configurazione difensiva che conosciamo oggi, con bastioni e forti esterni. Pensiamo all’Arsenale, fabbrica d’armi e deposito di artiglieria, o al Provianda di Santa Marta, oggi restituiti a funzioni civili. A questi si aggiungono monumenti simbolici come quello a Garibaldi, la toponomastica cittadina e le collezioni dell’ex Museo del Risorgimento, attualmente nei depositi museali».
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Ugolini ha infine concluso: «Il modello del museo diffuso non concentra i reperti in un unico edificio, ma considera il territorio stesso come luogo di esposizione. Non è una semplice passeggiata: è un progetto culturale strutturato, con percorsi narrativi, pannelli, strumenti digitali e attività didattiche che aiutano a interpretare il paesaggio storico. La Giunta aveva già aderito – ha concluso Ugolini – a un primo protocollo d’intesa nel maggio 2023. La convenzione oggi in votazione prevede l’ingresso in una rete coordinata dalla Provincia di Mantova, che riunisce oltre 60 soggetti tra comuni, associazioni e istituti di ricerca. L’obiettivo è creare itinerari tematici, promuovere il turismo culturale, sviluppare strumenti didattici e partecipare a bandi europei. È un passo che inserisce Verona in un circuito interregionale e rafforza la nostra capacità di guardare oltre i confini cittadini».
Il dibattito
Il consigliere di Damiano Tommasi Sindaco e presidente della Commissione Cultura, Alberto Battaggia, ha espresso soddisfazione «per una proposta che la Commissione ha sostenuto fin dall’inizio. Si tratta di una rete ambiziosa, tra le più articolate nel Paese, che ha già attratto l’attenzione di importanti istituti finanziari e fondazioni. Il Mudri non è solo un progetto culturale, ma un investimento civico. Permette di far crescere competenze nella progettazione, di sostenere anche i piccoli comuni e di restituire al Risorgimento l’attenzione che merita».
Secondo Pietro Giovanni Trincanato, di Traguardi, «l’adesione al Mudri è un tassello di una più ampia politica culturale che mira a ricucire parti importanti della nostra identità cittadina. In una città spesso segnata da un turismo concentrato e superficiale, questa iniziativa valorizza la complessità storica di Verona. Il Risorgimento, a lungo trascurato localmente, torna al centro anche in vista del 160° anniversario dell’ingresso di Verona nel Regno d’Italia. È un’occasione per arricchire l’offerta culturale e riscoprire una pagina fondamentale della nostra storia».
Francesco Casella del Partito Democratico ha commentato come «questa delibera è un esempio concreto di cosa significa fare rete. Si inserisce in un percorso più ampio che ha visto riaperture importanti e scelte culturali significative per la città. Quando si lavora con ascolto, competenza e coraggio, i risultati arrivano. Anche questo è un passo nella direzione giusta».
Il Consiglio Comunale si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Alfredo Troisi scomparso nei giorni scorsi. A tratteggiarne la figura il consigliere di Forza Italia Luigi Pisa, che ha sottolineato: «Troisi, partendo dall’esperienza della Stella, ha avuto l’intuizione di valorizzare i presepi in un periodo in cui il turismo non era ancora quello di oggi. Ha contribuito a creare un indotto economico significativo e a dare vita a un turismo invernale che allora sembrava quasi impensabile per la nostra città. Va ricordata anche la collaborazione con Vittorio Salvetti per il Festivalbar, così come il lavoro svolto nel mondo delle associazioni dei commercianti».
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