Seconda serata di Sanremo 2026, i top e flop della Redazione
Redazione
Non sembra voler prendere pienamente il volo quest’edizione di Sanremo, che conferma il trend in calo di telespettatori già registrato martedì. Secondo i dati Auditel, infatti, la puntata ha avuto in media 9,5 milioni di spettatori, pari al 59,5% di share contro il 64% dello scorso anno, seppur in miglioramento rispetto alla prima puntata. Lo confermano i tentativi (talvolta un po’ goffi) della conduzione generale di diventare virali e creare contenuti con siparietti di cui probabilmente avremmo fatto volentieri a meno.
La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 ha visto il pubblico da casa e la giuria delle radio esprimersi sui 15 artisti in gara, decretando i cinque più votati: Tommaso Paradiso, LDA & AKA 7even, Nayt, Fedez e Masini, ed Ermal Meta. Anche la Redazione di Daily Verona Network ha decretato i cinque top e flop della serata. Disclaimer: si tratta di una classifica goliardica, umile e totalmente senza pretese.
Top
- Pilar Fogliati. Poliedrica, simpatica, vivace: in Romantiche ci ha fatti “innamorare” della sua Uvetta e anche ieri sera ne siamo rimasti ammaliati (con quel pizzico di invidia agrodolce per l’ingenuità aristocratica: «Ma è il vostro lavoro? Percepite del danaro per questa cosa?»).
- Elettra Lamborghini che si lamenta delle feste notturne che non la fanno dormire. Abbiamo una certa età.
- Fulminacci. Con un look totally Renato Pozzetto continua a convincerci. Bravo ragazzo.
- Achille Lauro. La sua esibizione di Perdutamente ci ha fatti perdutamente commuovere. Una dedica profonda, toccante e intima alle vittime della tragedia di Crans Montana.
- Camilla Ardenzi. La nipote di Ornella Vanoni omaggia la nonna con L’eternità. Peccato per l’orario infausto e l’esibizione sbrigativa che non ha reso giustizia a una performance che meritava senza dubbio la prima serata.
Bonus per Chiello che in conferenza stampa chiude ogni discussione su Morgan.
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Flop
- Carlo Conti. Talmente traumatizzato dalla fobia di essere in ritardo da non dare nemmeno i fiori alle Bambole di pezza (e forse traumatizzato anche dalla conferenza stampa del pomeriggio).
- Lillo. Non è lui il flop, poveretto. È il ruolo che il direttore artistico gli ha affibbiato. Un povero giullare di corte costretto a intrattenere (con il cronometro) quasi dieci milioni di spettatori. La comicità di questo Festival sembra risiedere nello sminuire il lavoro degli uomini (Can Yaman = bello; Lillo = sciocco): forse convinti di lanciare un messaggio di empowerment femminile, ma alla fine “la toppa è peggio del buco”.
Un’edizione che mescola “classico” e “vecchio”
Apprezziamo il ritorno al classico dal punto di vista degli outfit, che spaziano dagli anni ’30 agli anni ’80 con uno stile senza tempo e un’attenta ricerca. Tuttavia, sembra che il classico sia stato forzatamente inserito anche nel ritmo e nell’armonia complessiva del Festival, con gag e doppi sensi che strizzano l’occhio a una televisione vecchia di almeno trent’anni. Il flop, a nostro avviso, è soprattutto questo: ci siamo sentiti perennemente fuori luogo.
La terza serata
Ad ogni modo, questa sera si esibiranno gli altri quindici artisti in gara, ovvero:
- Arisa – “Magica favola”
- Eddie Brock – “Avvoltoi”
- Francesco Renga – “Il meglio di me”
- Leo Gassmann – “Naturale”
- Luchè – “Labirinto”
- Malika Ayane – “Animali notturni”
- Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
- Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
- Michele Bravi – “Prima o poi”
- Raf – “Ora e per sempre”
- Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
- Samurai Jay – “Ossessione”
- Sayf – “Tu mi piaci tanto”
- Serena Brancale – “Qui con me”
- Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Conti per questa puntata sarà affiancato dal conduttore radiofonico Gianluca Gazzoli, dalla top model russa Irina Shayk e dall’imitatore e comico Ubaldo Pantani. Tra i superospiti all’Ariston Eros Ramazzotti con Alicia Keys, oltre a Virginia Raffaele e Fabio De Luigi. In collegamento esterno si esibiranno The Kolors da Piazza Colombo e Max Pezzali dalla nave da crociera della Costa Toscana.
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