Al Teatro Ristori “L’età degli estremi” con Francesco Corti e Il Pomo d’Oro

Data

3 marzo 2026

Luogo

Teatro Ristori (VR)

Martedì 3 marzo alle 20:30 al Teatro Ristori, per il Ristori Baroque Festival, Francesco Corti dirige Il Pomo d’Oro in un programma dedicato allo “Empfindsamer Stil” con musiche di Bach e Benda.

Un viaggio musicale dentro il cuore inquieto del Settecento, là dove il barocco si frantuma e il romanticismo non è ancora nato. Ne L’età degli estremi (“The Age of Extremes”), Francesco Corti al clavicembalo e alla direzione del complesso Il Pomo d’Oro, riporta alla luce una stagione breve ma intensamente creativa: quella dello Empfindsamer Stil, lo “stile della sensibilità” che fece del contrasto e dell’esasperazione espressiva la propria cifra.

L’appuntamento è per martedì 3 marzo, alle 20.30, al Teatro Ristori con il primo appuntamento della rassegna Ristori Baroque Festival ideata e curata dal M°Alberto Martini. Prima del concerto, dalle 19.30, nel Bistrot del teatro al 1° piano, per il ciclo di incontri Conversazione con l’Artista, Francesco Corti dialogherà con il pubblico sul programma della serata. Un’occasione per entrare nel suo laboratorio interpretativo, tra scelte stilistiche, prassi esecutiva e visioni musicali. Ingresso libero, su prenotazione, con possibilità di usufruire del servizio bar.

Il programma della serata prende spunto dal progetto discografico “The Age of Extremes” pubblicato da Arcana nel gennaio 2025 che riunisce tre tra i protagonisti più significativi di questa generazione: Wilhelm Friedemann Bach, Carl Philipp Emanuel Bach (primo e secondo figlio di Johann Sebastian Bach) e Georg Benda, figura centrale del Settecento mitteleuropeo.

Il programma della registrazione comprende tre concerti per clavicembalo, due di Georg Benda e uno di Wilhelm Friedemann Bach oltre a una sinfonia dello stesso Wilhelm Friedemann e a due composizioni per clavicembalo solo di Carl Philipp Emanuel Bach. La prima di queste ultime sono le celebri dodici variazioni su Les Folies d’Espagne, capolavoro misconosciuto in cui Carl Philipp Emanuel rende omaggio a uno degli emblemi della musica settecentesca italiana ed europea.

Tutte le musiche sono in tonalità minori, che conferiscono al programma una tinta uniforme, scura e soffusa eppure internamente ben variegata. L’interpretazione risulta raffinata sotto ogni riguardo: le intenzioni performative tanto di Corti da solo al clavicembalo quanto nell’interazione con Il Pomo d’Oro appaiono realizzate con un’intensità, una precisione e una qualità virtuosistica folgorante.

Il nome dell’ensemble Il Pomo D’Oro si riferisce all’opera di Antonio Cesti dell’anno 1666. Composto per le celebrazioni nuziali dell’imperatore Leopoldo I e Margherita Teresa di Spagna, Il Pomo d’Oro fu probabilmente una delle più grandi e costose produzioni operistiche nella storia del genere barocco con 24 diverse scenografie, un balletto con 300 cavalli e uno spettacolo pirotecnico di 73.000 razzi. Numerosi e superlativi “effetti speciali” che avevano lo scopo di fare della corte dell’imperatore il culmine dello splendore culturale in Europa.

Francesco Corti sintetizza così la sfida interpretativa di questo repertorio: «La breve ma intensa parabola dello stile empfindsamer ci ha lasciato un’eredità musicale straordinariamente coinvolgente e autenticamente commovente. Le fonti storiche ci spingono verso un approccio fortemente personale. Non si troveranno risposte definitive, ma, si spera, ipotesi feconde». La critica ha accolto il progetto con entusiasmo. Cesare Fertonani lo ha definito «uno dei dischi più memorabili tra quelli ascoltati negli ultimi anni», mentre la rivista internazionale The Classic Review ha parlato di «one of the most enjoyable and intriguing releases of its kind in recent memory».

Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.teatroristori.org

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