Taglia i sigilli di un’area sequestrata e aggredisce i Carabinieri: arrestato a Bonavigo
Redazione
Nel pomeriggio del 24 febbraio, i Carabinieri di Legnago hanno tratto in arresto un 36enne marocchino, già noto alle forze dell’ordine, perché gravemente indiziato di lesioni personali, violenza, minaccia a Pubblico Ufficiale e violazione di sigilli per disposizione della legge o per ordine dell’Autorità Giudiziaria.
Nel dettaglio, l’uomo aveva richiesto l’intervento di una ditta del soccorso stradale per il recupero di un furgone di sua proprietà, custodito all’interno di un’area sita nel comune di Bonavigo, sottoposta a sequestro preventivo e posta, quindi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria scaligera. Al fine di garantire la riuscita dell’operazione, il 36enne aveva tagliato i sigilli situati lungo il perimetro della zona, per aprire un varco atto a garantire l’ingresso del carroattrezzi.
Le difficoltà verificatesi durante le operazioni di caricamento del mezzo sul veicolo di recupero hanno indotto il personale incaricato a interrompere l’operazione, cercando così di riposizionare il furgone ove originariamente si trovava.
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A quel punto, l’uomo ponendosi dinanzi agli operatori ha ostacolato con il proprio corpo tutte le azioni, iniziando a impedire non solo ogni manovra, ma anche il loro eventuale allontanamento dal posto, alludendo peraltro a dei danni che questi avevano provocato al suo mezzo, e, neanche l’arrivo del responsabile della ditta di recupero permetteva di risolvere bonariamente l’alterco costringendo gli operatori, visto il proseguire delle azioni del 36enne, a contattare il Numero unico d’Emergenza 112.
Prontamente attivati dalla Centrale Operativa di Legnago, una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri è giunta sul posto e, non appena i militari sono scesi dall’auto, venivano immediatamente aggrediti verbalmente dal 36enne, il quale, malgrado i tentativi di mediazione posti in essere, si è posizionata poi al di sotto del pianale del carroattrezzi – ancora alzato – ancorandosi al pistone idraulico.
Poiché la condizione rappresentava un concreto ed elevato pericolo per l’incolumità dello stesso, i Carabinieri hanno tentato, in prima battuta, di portare l’uomo alla calma, invitandolo a desistere dal suo comportamento, ma, visti i svariati tentativi, al fine di garantire la sicurezza del 36enne, gli operanti hanno deciso di fermare l’uomo, innescando una forte resistenza da parte dello stesso, sfociando in una concitata colluttazione, dove i militari rimanevano coinvolti. Malgrado le difficoltà del momento, la collaudata esperienza e la prontezza operativa dei Carabinieri ha permesso di fermare la furia del 36enne, ponendolo in sicurezza al fine di poter proseguire con le previste operazioni di Polizia, nonostante ciò l’uomo continuava a minacciare di morte i militari, colpendo, in più occasioni, l’abitacolo della vettura, cagionandosi autonomamente delle lesioni.
Dopo essere stato medicato presso il locale ospedale, informata la Procura della Repubblica di Verona, l’uomo è stato tratto in arresto e trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Legnago, in attesa del rito direttissimo previsto per il giorno seguente.
Nella mattinata odierna, su disposizione della predetta Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato condotto davanti al Giudice del Tribunale scaligero, il quale ha convalidato l’arresto e a seguito dei richiesti termini a difesa, rinviava l’udienza ad aprile 2026, applicando nei confronti del 36enne la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Bonavigo.
Si rappresenta che la misura è adottata di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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