Milano Cortina 2026, il racconto di una serata magica in Arena

Redazione

| 23/02/2026
Uno spettacolo senza tempo e già nella storia, tra tradizione areniana, grandi performance artistiche e il passaggio di consegne alla Francia per il 2030.

Un’esplosione di energia e creatività ha acceso l’ultima notte dei Giochi: all’Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 la cerimonia di chiusura ha trasformato l’Arena in un palcoscenico vibrante di colori, musica e imprese. Nessun momento di tregua, nessuno spazio al silenzio: “Beauty in action” si afferma come un inno alla vita e ai valori olimpici, sigillando un’edizione destinata a rimanere nella storia.

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Gli ideatori dell’evento, Stefania Opipari e Adriano Martella di Filmmaster, lo avevano promesso: «In Arena qualcosa di mai visto prima». E la promessa è stata mantenuta. I cinque cerchi olimpici proiettati sulle pietre millenarie dell’anfiteatro hanno fatto da cornice a uno spettacolo che intreccia lirica, sport e cultura pop.

L’apertura rende omaggio alla grande tradizione operistica veronese. In un siparietto guidato da Francesco Pannofino, nei panni di un regista agitato, hanno preso vita i personaggi de La Traviata, Rigoletto, Aida, Madama Butterfly, Figaro e Alfredo, con i camei di Achille Lauro, Manuel Agnelli, Davide Oldani, del sindaco Damiano Tommasi e di Deborah Compagnoni.

L’Inno di Mameli, affidato alla tromba di Paolo Fresu con il coro della Fondazione Arena di Verona in collegamento dal Teatro Filarmonico, ha emozionato il pubblico, alla presenza di Benedetta Porcaroli.

Dall’alto, l’Arena ha offerto un colpo d’occhio straordinario. L’accensione dei cerchi olimpici ha introdotto la sfilata degli atleti di tutte le nazioni, accompagnata da un medley di canzoni italiane interpretato da Margherita Vicario e Davide Shorty insieme ai Calibro35. La coreografia del bresciano Diego Tortelli, tra performance aeree e trampolini elastici in una scenografia futurista, ha celebrato la determinazione sportiva e accompagnato la Victory Ceremony.

Gabry Ponte ha trasformato l’anfiteatro in una grande festa dedicata ad atleti e volontari. Poi l’emozione si fa intensa: Roberto Bolle danza sulle note de «Il mondo», interpretato da Joan Thiele, emergendo da un “sole” sospeso tra gondole fluttuanti.

Cuore simbolico della serata è il passaggio della bandiera olimpica alla Francia, che ospiterà i Giochi invernali 2030. «Grande, grandissima Italia, sei stata di parola», ha affermato Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico nazionale. «Alla cerimonia di apertura dissi che ero orgoglioso di essere italiano, stasera lo sono ancora di più. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per permettere tutto ciò. Siamo una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa. Una sola parola per il Team Italia: meravigliosi!».

Gli ha fatto eco Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale: «Siete stati audaci, coraggiosi, pieni di ardore e passione e vi siete spinti oltre i vostri limiti, dando tutto e condividendolo con noi, nel vero spirito olimpico. Ci avete dimostrato cosa siano l’eccellenza, il rispetto e l’amicizia e che i Giochi olimpici sono un luogo dove lo sport ci unisce. Grazie per aver reso magici questi Giochi. E al popolo italiano grazie per aver aperto i vostri cuori: avete festeggiato i nostri campioni tifando per atleti di ogni Paese, dimostrando che passione e rispetto possono coesistere».

Le note di “Experience” di Ludovico Einaudi, eseguite dalla pianista veneziana Gloria Campaner, hanno accompagnato lo spegnimento simbolico del “sole” dell’Arena. La fiamma si è spenta, ma la festa non si è fermata: il collettivo Major Lazer insieme ad Alfa e Nyla hanno acceso la “discoteca Arena”, prima del gran finale affidato ad Achille Lauro con “Incoscienti Giovani”.

Le foto utilizzate in questo articolo provengono dalla pagina Instagram ufficiale di Milano Cortina 2026.

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