Tumori dell’apparato gastrointestinale, il focus a Borgo Roma
Redazione
Nella Giornata mondiale del Colangiocarcinoma si parla a Verona di questa patologia rara, biologicamente complessa e ad elevata aggressività. Il colangbiocarcinoma colpisce le vie biliari, è in aumento nella popolazione e in Italia sono circa una decina i Centri di riferimento altamente specializzati di cura, fra cui l’Azienda ospedaliera universitaria integrata con il policlinico di Borgo Roma.
Una malattia di cui si parla ancora poco ma per la quale negli ultimi tre anni sono state molte le novità per migliorare la qualità di vita del malato e fornire terapie sempre più mirate, sia oncologiche che chirurgiche. L’assistenza di questi pazienti viene fatta al policlinico di Borgo Roma dal Gruppo multidisciplinare Giteb (Gruppo interdisciplinare tumori epatobiliari), il confronto sulle casistiche e sulle novità è avvenuto durante il convegno organizzato dal prof Andrea Ruzzenente, direttore Chirurgia Epatobiliare, e dal prof Michele Milella, direttore Oncologia.
Patologia aggressiva e subdola
Il colangiocarcinoma è una neoplasia rara e maligna delle vie biliari. Questa patologia rappresenta circa il 3% dei tumori dell’apparato gastrointestinale e colpisce soprattutto le persone sopra i 60 anni, con una lieve prevalenza nella popolazione maschile. Si tratta di una neoplasia aggressiva con una prognosi spesso sfavorevole: la diagnosi avviene solitamente in fase avanzata poiché i sintomi iniziali sono aspecifici, quindi il tumore può rimanere silente a lungo. I dati epidemiologici mostrano un aumento dell’incidenza negli ultimi decenni in Italia, in particolare delle forme intraepatiche, un trend che si ripete anche in altri paesi occidentali.
Fattori di rischio
Le principali cause si identificano in patologie croniche delle vie biliari, come colangite sclerosante primitiva, calcoli biliari intraepatici e malformazioni congenite dei dotti biliari. Per quanto riguarda la casistica italiana, assumono rilievo anche le epatopatie croniche, in particolare la cirrosi e le infezioni da virus dell’epatite B e C, oltre a condizioni metaboliche come obesità e diabete. Fattori ambientali e stili di vita, tra cui il fumo e l’esposizione a sostanze tossiche, sono oggetto di studio per il loro possibile ruolo. L’insieme di questi elementi conferma la natura multifattoriale del colangiocarcinoma e la necessità di una maggiore attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce nei soggetti a rischio.
Cholangiocarcinoma International Expert Meeting
Questa patologia è il focus della quinta edizione del meeting di esperti internazionali che si tiene a Verona dal 19 al 21 febbraio. È l’occasione di incontro e confronto per esperti autorevoli nazionali e internazionali nei settori della chirurgia epatobiliare, dell’oncologia medica, della gastroenterologia, della patologia e della ricerca di base. L’obiettivo è di favorire l’aggiornamento scientifico, la condivisione delle più recenti evidenze cliniche e la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici sempre più integrati e personalizzati.
Associazione pazienti Apic
Quest’anno, per la prima volta l’Associazione di pazienti italiani di colangiocarcinoma Apic è stata presente al convegno di Verona, rappresentata dal presidente Paolo Leonardi. L’associazione, con circa 120 iscritti e sede a Bologna, ricopre un ruolo informativo fondamentale nell’ambito di una malattia così poco conosciuta, indicando i centri di riferimento e di cura ai quali rivolgersi. Apic offre vari servizi ai pazienti, tra cui i consigli su problemi quotidiani attraverso i mentori, persone che direttamente o indirettamente sono venute a conoscenza del funzionamento della malattia.
Prof. Andrea Ruzzenente, direttore Chirurgia generale ed epatobiliare: «Il Cholangiocarcinoma International Expert Meeting si conferma un appuntamento di alto profilo scientifico e una iniziativa di rilevante interesse sociale. L’obiettivo è diffondere una corretta informazione, promuovere la diagnosi precoce e riconoscere i bisogni assistenziali e sociali delle persone affette da questa malattia insidiosa e rara. Lo facciamo oggi, nella Giornata mondiale del Colangiocarcinoma, con il coinvolgimento attivo delle associazioni di pazienti, per testimoniare il nostro impegno verso un modello di medicina centrato sulla persona, favorendo un dialogo costruttivo. Fino a qualche anno fa c’erano pochi farmaci ma la ricerca ha permesso di sviluppare strategie terapeutiche innovative sia oncologiche che chirurgiche. Si aprono nuove prospettive di terapia a bersaglio molecolare, che gli oncologi riescono ad applicare con maggiore efficacia verso la riduzione della tossicità dei farmaci. Gli avanzamenti tecnologici e della ricerca hanno permesso un miglioramento significativo dei risultati per questa malattia. La necessità di informare i pazienti e soprattutto di fare una diagnosi precoce è un’esigenza primaria per ottenere risultati terapeutici sempre migliori».
Prof Milella, direttore Oncologia: «Un ruolo significativo è quello della medicina di precisione nel Colangiocarcinoma. Oggi adottiamo un approccio integrato: caratterizzazione molecolare, chirurgia e chemioterapia, affiancate da terapie a bersaglio molecolare e immunoterapia. Questa strategia sta producendo risultati che fino a pochi anni fa erano impensabili. Si tratta di una prospettiva concreta, già attiva nelle nostre strutture. Siamo lieti di aver ospitato gruppi leader a livello internazionale, insieme al nostro gruppo Aoui, per offrire nuove e reali opportunità ai pazienti».
Paolo Leonardi, presidente Apic: «Per la prima volta siamo al convegno sul Colangiocarcinoma a Verona. Riteniamo che l’alleanza tra clinici e associazioni di pazienti porti enormi benefici. Il più importante è sicuramente l’aspetto informativo. Per esempio indirizzare i pazienti nei centri di cura specializzati di riferimento per questo tipo di malattia, e permettere loro di avere un ‘luogo’ dove scambiarsi esperienze ed opinioni. Per i pazienti di una malattia rara è davvero importante poter parlare della propria condizione con qualcuno».
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






