Caso Nocini, la rettrice Leardini: «Annullamento segno di rigore e trasparenza»
Redazione
«Credo che questo sia un segno di come l’Università voglia impostare il proprio modo di lavorare per i prossimi anni». Con queste parole la rettrice Chiara Leardini ha commentato l’annullamento del bando per la chiamata del dottor Riccardo Nocini – figlio dell’ex rettore Pier Francesco – a professore ordinario, sottolineando la volontà dell’Ateneo di rafforzare trasparenza e rigore nelle procedure.
Ne ha parlato, incalzata dai giornalisti, a margine della conferenza stampa per il rinnovo del ristorante Esu per studenti in zona Filippini.
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L’Università di Verona ha infatti disposto l’annullamento del concorso nel settore di Otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria, emanato con decreto rettorale il 22 settembre 2025. Il provvedimento blocca la procedura che si sarebbe conclusa con l’immissione in ruolo del docente il prossimo 1° marzo.
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Leardini ha rivendicato la rapidità e la complessità dell’analisi svolta: «L’esito a cui siamo arrivati ieri è il frutto di un lavoro di analisi complesso e articolato che ha richiesto, se ci pensate, anche poco tempo. In un mese, un mese e mezzo, siamo partiti con un’analisi approfondita e siamo arrivati a un risultato. Credo che questo sia anche un segnale di come le istituzioni pubbliche, in questo caso l’Università di Verona, siano capaci di individuare le soluzioni al proprio interno e capire qual era il percorso adeguato da adottare».
«L’Università ha sempre tenuto fede a questi valori, ma soprattutto guarda al futuro. Oggi per noi il futuro è fatto di reclutamento di giovani ricercatori, è fatto di capacità di attrarre e trattenere talenti», ha aggiunto, rimandando ulteriori dettagli all’inaugurazione dell’anno accademico del 5 marzo.
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