Mucche maltrattate a Lazise, ammessa la messa alla prova per l’allevatore

Redazione

| 19/02/2026
Dopo il sequestro di 47 bovini nel 2023, il Tribunale di Verona ha disposto la messa alla prova per l’imputato e un risarcimento di 1.500 euro. LAV critica la decisione: «Non rende giustizia alla gravità dei maltrattamenti».

47 tra mucche e vitelli furono portati in salvo nel 2023 a Lazise, nel veronese, da un allevamento dove tutti gli animali erano stati sequestrati e confiscati a seguito della denuncia di LAV dopo una segnalazione ricevuta dallo Sportello contro i maltrattamenti di LAV di Verona. 

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Si è svolta lo scorso 17 febbraio l’udienza presso il Tribunale d Verona.  Per l’allevatore imputato per detenzione delle mucche in condizioni incompatibili con la natura degli animali e produttive di gravi sofferenze (art. 727 Codice penale) e per maltrattamento con l’aggravante della morte di alcuni animali (art. 544-ter c.p.), il Giudice ha ammesso la messa alla prova e disposto un risarcimento di 1500 euro. 

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Nella scorsa udienza di novembre, LAV aveva chiesto di eseguire indagini finanziare visto il risarcimento irrisorio proposto dall’allevatore, che ammontava a 800 euro. Tale richiesta era stata accettata dal Giudice che però, a fronte della “difficoltà finanziaria” dell’imputato, stabilisce in 1500 euro il risarcimento. Il procedimento è stato sospeso per consentire all’imputato di eseguire i lavori previsti dalla messa alla prova e il 15 dicembre 2026 si terrà l’udienza di valutazione dell’esito della messa alla prova.

«Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: la messa alla prova consente all’imputato di uscire dal procedimento penale purché si impegni con lavori di pubblica utilità e azioni risarcitorie, senza conseguenze sulla fedina penale. Non è quindi uno strumento adeguato alla necessità ed urgenza di riconoscere pienamente la gravità dei reati di maltrattamento di animali, con l’aggravante della morte di quest’ultimi», ha dichiarato Lorenza Bianchi, responsabile Area animali negli allevamenti di LAV che ha aggiunto: «Chi maltratta un animale compie un reato. È già in atto un cambiamento culturale profondo sul rispetto e la considerazione degli animali, ma la legge ancora non assicura giustizia agli animali vittime di maltrattamento e che a causa di questo perdono anche la loro vita».

LAV continuerà a battersi per tutti gli animali vittime dell’azione umana e per una giustizia che non rimanga solo negli articoli delle leggi, ma crei un contesto realmente inibitorio per reati in danno agli animali.

LAV ringrazia l’avvocata Margherita Brendolan per l’assistenza legale.   

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