Aggressione ad autista Atv a Verona, Filt Cgil: «L’azienda protegga lavoratori e passeggeri»
Redazione
Grave episodio di violenza nei confronti del personale di Atv a Verona. Sabato 14 febbraio, intorno a mezzogiorno, in zona Porta San Giorgio, un autista della linea urbana 31 è stato aggredito dopo essere intervenuto in difesa di due giovani donne che avevano segnalato molestie verbali da parte di un passeggero.
«Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza che colpisce personale Atv e l’utenza che come Filt Cgil Verona condanniamo fermamente. Come sindacato torniamo a sollecitare all’azienda e alla sua associazione di categoria, Astra, l’applicazione delle contromisure che rivendichiamo da tempo, a partire dalle bodycam fino alla cabina dell’autista» scrive in una nota Giovanni Sacilotto, per Filt Cgil Verona.
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L’episodio
Secondo quanto ricostruito, il bus della linea 31 viaggiava in direzione centro storico quando le due ragazze hanno chiesto aiuto al conducente. L’uomo – risultato poi essere un 32enne originario del Mali – avrebbe inizialmente molestato due ragazze presenti sull’autobus insultandole, minacciandole e intimando loro di scendere dal bus insieme a lui.
Giunti alla prima fermata utile, l’autista ha invitato l’uomo a scendere dal mezzo per riportare la situazione alla calma. L’uomo ha però ribaltato le accuse sostenendo di essere lui la vittima. Nel momento in cui il collega ha afferrato il cellulare per contattare la Polizia, l’aggressore si è scagliato contro di lui colpendolo con un pugno al petto e scaraventandolo in cabina. Subito dopo ha strattonato una delle giovani, afferrandola per i capelli, per poi tornare a colpire l’autista con ulteriori pugni.
Determinante è stato l’intervento di un altro conducente, proveniente dalla direzione opposta, che ha intuito la gravità della situazione ed è corso in aiuto del collega. Fondamentale anche l’arrivo tempestivo della Polizia di Stato, che aveva seguito telefonicamente la dinamica dell’aggressione, dopo essere stata allertata da numerose segnalazioni arrivate intorno alle 11.45 alla Centrale Operativa della Questura.
L’uomo è stato arrestato. Risulterebbe noto alle autorità sanitarie e di sicurezza pubblica per problemi comportamentali. L’autista ha riportato una prognosi di 30 giorni per una costola incrinata e diversi lividi, mentre la passeggera è stata medicata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento. Per lei si dovrà valutare la sospetta lussazione della spalla.
L’arresto
Grazie all’arrivo degli agenti delle Volanti, il 32enne è stato definitivamente bloccato e accompagnato negli Uffici della Questura in Lungadige Galtarossa dove, durante le fasi del controllo, ha continuato a mantenere un comportamento aggressivo, opponendo una violenta resistenza e insultando gli agenti.
Terminate le delle formalità di rito, l’uomo – già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di reati contro la persona – è stato arrestato per i reati di lesioni personali aggravate e resistenza a Pubblico Ufficiale aggravata e ha atteso in Questura la celebrazione del rito direttissimo, fissato per la mattinata di oggi. L’uomo è stato anche denunciato per interruzione di pubblico servizio e minacce.
Questa mattina il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei suoi confronti la misura del divieto di dimora nella provincia di Verona.
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Filt Cgil: «Assoluta necessità di implementare le misure di sicurezza sui bus»
«Quello che non trova giustizia in questa brutta storia di violenza urbana è il terrore e il trauma che colleghi e colleghe, assieme ai passeggeri e alle passeggere vivono quotidianamente» continua Sacilotto. «Come Filt Cgil ribadiamo l’assoluta necessità di implementare le misure di sicurezza sui bus ricorrendo alle bodycam attivabili dall’autista, nonché rendendo inaccessibile la cabina del guidatore. Siamo stanchi di sentire continui proclami sulla sicurezza che puntualmente non trovano alcuna applicazione pratica nella vita quotidiana».
Conclude il sindacato: «La sicurezza è sistema integrato di misure che parte dai dispositivi di protezione individuali, passa da organici di forze dell’ordine adeguati e coordinati, e arriva a politiche di coesione sociale che prosciugano disagio e devianza. In tanti anni che facciamo questo mestiere sulle strade vediamo che in primo luogo si è perso il rispetto per la persona e il senso di civile convivenza».
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Bettarello (Atv): «Sempre più controlli e telecamere»
L’amministratore delegato di ATV Massimo Bettarello commenta: «Al nostro conducente che si è reso protagonista di questo gesto di coraggio e di altruismo va la solidarietà e l’apprezzamento, da parte mia, del consiglio d’amministrazione e di tutta l’Azienda, oltre che l’augurio di una pronta guarigione. Intervenendo in difesa delle passeggere molestate, ha dato una concreta testimonianza del valore del nostro personale di guida, che ogni giorno lavora a servizio dei cittadini, spesso lontano dai riflettori, e talvolta anche a prezzo della propria incolumità».

«Come Azienda cerchiamo di fornire il massimo supporto in termini di sicurezza a bordo dei nostri autobus, sia per il personale aziendale che per i passeggeri, intensificando sempre più i controlli – anche con l’impiego di guardie giurate – sia ricorrendo alla tecnologia con l’installazione di telecamere di sorveglianza su tutti i mezzi. Vogliamo ringraziare anche le forze dell’ordine per il pronto intervento ed i passeggeri intervenuti in difesa delle persone aggredite. Il nostro ufficio legale sta procedendo alla denuncia per interruzione di servizio e l’Azienda è pronta a fornire tutto il necessario supporto legale a tutela del nostro dipendente» conclude l’ad Bettarello.
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