Il Principe Reboano attraversa l’Adige sotto la pioggia
Redazione
Festa ridotta, ma dalla riuscita garantita per il Principe Reboano che, grazie alla pioggia, ha potuto lavare in modo ancora più accurato le mani sporche del sangue delle crociate lasciate alle spalle. Mai come in questo Carnevale costellato di polemiche, la traversata in Adige della maschera del rione Filippini, anche detto Principe della Concordia, assume valore simbolico.
Secondo la tradizione, Reboano Delle Carceri nel Quattrocento tornò vittorioso da missioni per la Serenissima, con le mani sporche di sangue e il desiderio di lavarle per abbandonare ogni moto di guerra e dedicarsi alla pace. Per questo il primo gesto del figurante che lo ricorda, una volta arrivato alla Dogana, ogni anno è quello di purificarsi nelle acque dell’Adige, per procedere a quella redenzione che lo rende noto appunto come Principe della Concordia.
La sfilata in centro città ha dovuto rinunciare alla presenza degli sbandieratori di Montagnana e di gruppi di majorettes, ma sotto le intemperie ha saputo rievocare con ancora più forza il ricordo di chi ne vide molte prima di poter tornare alla sua terra.
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