Etnaland: il parco divertimenti sotto sequestro per violazioni ambientali

Redazione

| 11/02/2026
Sigilli al parco acquatico e divertimenti di Belpasso, nel Catanese: scoperti rifiuti bruciati e interrati illegalmente. Indagati l’imprenditore e la società.

Il parco acquatico e divertimenti Etnaland, in contrada Valcorrente a Belpasso, nel Catanese, è stato posto sotto sequestro preventivo per gravi violazioni di natura ambientale. L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania e condotta dalla Guardia costiera.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i rifiuti prodotti dalla struttura venivano incendiati in una discarica abusiva realizzata in un terreno contiguo al parco e successivamente interrati. I militari hanno sequestrato 1.000 metri cubi di rifiuti, oltre alle attrezzature e ai mezzi utilizzati per la gestione ritenuta illecita.

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Le indagini partite nel 2022

L’inchiesta prende le mosse dal settembre 2022, quando un sorvolo della Guardia costiera individuò nell’area adiacente al parco grandi buche contenenti consistenti quantità di rifiuti. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato, secondo la Procura, l’assenza di adeguati impianti di depurazione e di titoli autorizzativi ambientali validi.

La società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico rilasciata dal Comune di Belpasso, scaduta nel 2019. Il giudice per le indagini preliminari, accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri, ha disposto il sequestro dell’intera struttura, impartendo stringenti prescrizioni per colmare le carenze ambientali riscontrate.

Indagati imprenditore e società

Nel procedimento penale risultano indagati l’imprenditore Francesco Andrea Russello e la società Etnaland srl in qualità di persona giuridica. I reati contestati comprendono la gestione non autorizzata di rifiuti, la combustione illecita, l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e l’inquinamento ambientale.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in conferenza stampa alla Procura di Catania alla presenza del procuratore capo Francesco Curcio e del direttore marittimo della Sicilia orientale, contrammiraglio Raffaele Macauda.

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