Schiaffi, maltrattamenti e punizioni in un asilo nido di Verona: interdette cinque educatrici

Redazione

| 11/02/2026
Struttura privata sequestrata dopo un mese di indagini dei Carabinieri: documentati circa 50 episodi su una quindicina di bambini tra 9 mesi e 3 anni. Sospese per un anno cinque educatrici, tra cui le due gestrici. Proseguono le indagini.

Schiaffi, strattonamenti, spintoni, punizioni negli angoli della stanza su bambini di asilo nido. È quanto succedeva, secondo le indagini dei Carabinieri di Verona, nell’asilo nido “Baby Island”.

La struttura, che si trova in centro a Verona, nel quartiere Filippini, è stata messa sotto sequestro. Cinque educatrici sono state interdette alla professione per un anno.

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Le indagini

Schiaffi, strattonamenti e punizioni in un asilo nido di Verona: cinque educatrici sono state sospese dalla professione per un anno, mentre la struttura è stata messa sotto sequestro.

Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio di ieri, 10 febbraio, dai Carabinieri della Compagnia di Verona su decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale scaligero. Le educatrici coinvolte – di età compresa tra i 25 e i 50 anni – lavoravano al “Baby Island“, un nido privato del centro di Verona, in quartiere Filippini. In totale le educatrici impiegate erano sette: cinque sono state sospese, tra loro anche le due gestrici della struttura.

L’indagine, avviata nel dicembre 2025 e durata circa un mese, è stata condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile e dalla Stazione Carabinieri di Verona Principale. Attraverso videoregistrazioni, osservazioni e acquisizione di documenti, i militari avrebbero documentato circa 50 episodi di presunti maltrattamenti.

I bambini coinvolti sarebbero una quindicina, su un totale di 42 piccoli ospiti dell’asilo, di età compresa tra i nove mesi e i tre anni.

Secondo quanto emerso, i comportamenti contestati andavano avanti almeno da settembre.

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Le immagini hanno ripreso bambini spostati con strattoni e spinte, schiaffi, scappellotti, pizzicotti e colpi al volto e al corpo. In alcuni casi sarebbero stati afferrati al viso stringendolo con le mani, tirati per orecchie e capelli, minacciati con il dito puntato contro e messi in punizione negli angoli della stanza. Alcuni sarebbero stati legati alle seggioline durante il pasto, sollevati dal vasino o dalle sedie tirandoli per un braccio e trascinati, oppure fatti girare nel lettino afferrandoli per una mano e un piede.

Contestati anche lanci di giocattoli e peluche contro i bambini, una seggiolina scagliata contro il muro dopo un rimprovero e l’imposizione forzata di ciuccio e peluche a una bambina, spostandoli anche con i piedi.

Tra gli episodi al vaglio c’è anche un caso di possibili lesioni: un bambino di un anno e mezzo avrebbe riportato un taglio al labbro. Su questo punto sono in corso ulteriori approfondimenti, anche con il coinvolgimento dei genitori.

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Alle educatrici viene inoltre contestato di aver fatto dormire una bambina in uno sgabuzzino buio, su un materassino a terra, lasciata sola con della musica, e di non aver pulito o aiutato alcuni bambini dopo essere andati in bagno, lasciandoli sporchi.

Secondo gli inquirenti sarebbero stati utilizzati cucchiai prima messi in bocca dalle stesse educatrici, calpestati i materassini con le scarpe, gettate le lenzuola a terra, raccolto un ciuccio dal pavimento del bagno senza lavarlo e cambiati pannolini sul pavimento nonostante la presenza di un fasciatoio.

Le ipotesi di reato sono maltrattamenti su minori e lesioni. Le indagini sono ancora in corso. La Procura e l’Arma dei Carabinieri invitano i genitori a collaborare per fare piena luce sui fatti. La sospensione dal lavoro rappresenta una misura cautelare e non una condanna: eventuali responsabilità saranno accertate solo al termine del procedimento.

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