Carnevale di Verona, scontro frontale in attesa del Consiglio di Stato

Redazione

| 08/02/2026
Accuse incrociate, versioni opposte e carte bollate: Bacanal denuncia l’esproprio della tradizione, Comune e Ministero rivendicano legalità e trasparenza.

Il Carnevale di Verona entra nella fase più aspra della sua storia recente. Alla pochi giorni dalla sfilata del Venardi Gnocolar, lo scontro tra il Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco e le istituzioni – Comune di Verona in primis, ma anche Ministero della Cultura – è ormai senza mediazioni. Ieri l’annuncio: il Papà del Gnoco non sarà alla sfilata di venerdì.

Da un lato il Bacanal, con il presidente Valerio Corradi e alcuni dei gruppi dell’associazione Carnevale storico di Verona, rivendica il proprio ruolo parlando di “esproprio della tradizione” e di un’operazione politica che avrebbe svuotato di significato il Venardi Gnocolar.

Il Comitato denuncia un presunto boicottaggio iniziato già nel 2022, in vista dell’Eurocarnevale 2024. Una narrazione che punta il dito contro Comune e Ministero, accusati di aver costruito a posteriori le motivazioni per estromettere il Bacanal dalla regia del Carnevale 2026.

Il Comitato contesta apertamente la versione dell’amministrazione, sostenendo che i piani di sicurezza presentati negli anni passati siano sempre stati chiariti e approvati dagli organi competenti. Anche l’annullamento della sfilata del 2024 per maltempo, secondo il Bacanal, sarebbe stato strumentalizzato per far passare l’idea di irregolarità mai accertate.

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Dall’altra parte, Comune e Amministrazione rivendicano una linea di discontinuità netta. Il messaggio è chiaro: il Carnevale non può essere gestito come un feudo privato. Il Partito Democratico, con un comunicato durissimo, ha sposato la posizione dell’amministrazione, parlando di “ricatti” e di una gestione opaca del Bacanal, richiamando le verifiche ministeriali, la revoca di finanziamenti e i rilievi giudiziari che coinvolgerebbero il gruppo dirigente.

Elementi che, secondo il Comune, renderebbero inevitabile la scelta di affidare la sfilata ad altri soggetti ritenuti più affidabili sotto il profilo economico e legale. Nello specifico il Comitato Festa de la Renga, che organizza la sfilata del prossimo 13 febbraio.

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Qui si consuma la frattura definitiva: per il Bacanal l’istruttoria aperta dall’amministrazione sarebbe ancora formalmente incompleta e dunque usata come clava politica prima ancora di arrivare a conclusioni definitive. Per il Comune, invece, i rilievi sarebbero già sufficienti a giustificare l’intervento e a mettere in sicurezza l’evento.

La sfida continua, anche su altre partite. È attesa a breve la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso del Comitato Bacanal contro il Ministero della Cultura, per lo stop ai fondi degli scorsi anni.

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L’attacco del PD di Verona

Secondo il segretario provinciale Pd Verona Franco Bonfante risulta «Penosa, fin dall’inizio, la sua pretesa di annacquare nella retorica dei valori secolari una gestione a dir poco opaca del comitato, e di sfuggire ad un elementare criterio di legalità e di trasparenza, per cui, chi si occupa della cosa pubblica – e il Carnevale è tra le principali manifestazioni della città – deve mantenere un comportamento più che specchiato».

«Per Corradi, invece, parlano i riscontri dell’amministrazione comunale sul suo operato; la revoca di ingenti finanziamenti da parte del Ministero della Cultura che ha contestato al legale rappresentante del Bacanal di aver ricevuto una condanna per bancarotta fraudolenta, mentre per un altro membro del direttivo risultava una condanna per lesioni personali e falsità materiale commessa in atti pubblici» sottolinea il segretario dem.

«Nonostante questo quadro allarmante, confermato anche dall’ordinanza del Tar che ha dato ragione al Comune, Corradi continua ad accampare esclusive sul Carnevale, con il tentativo di boicottarlo. È davvero il colmo».

«Il Carnevale è patrimonio collettivo – conclude Bonfante – non un feudo personale da gestire fuori dalle regole della trasparenza e della legalità. L’Amministrazione Tommasi ha fatto bene a non piegarsi ai ricatti, mettendo in sicurezza la sfilata del 13 febbraio affidandola a chi garantisce serietà e capacità economico-finanziaria».

«Verona merita un Carnevale che porti gioia e identità, non guai giudiziari e debiti. Chi pensa di poter gestire la cosa pubblica con metodi del passato deve capire che quella stagione è finita: la correttezza non è più un optional, nemmeno a Carnevale».

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