Sanità in Veneto, Bigon (PD): «No a medici senza titolo riconosciuto in Italia»

Redazione

| 01/02/2026
Secondo la consigliera regionale «Si tratta di una scelta inaccettabile e pericolosa, che rischia di abbassare il livello qualitativo della sanità pubblica veneta».

«Ho chiesto, già nell’immediatezza della decisione, la sospensione della delibera con cui la Regione del Veneto intende avviare il reclutamento di personale medico privo di titolo riconosciuto in Italia». La presa di posizione è della consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon. «Si tratta di una scelta inaccettabile e pericolosa, che rischia di abbassare il livello qualitativo della sanità pubblica veneta proprio mentre medici formati nelle migliori università italiane vengono lasciati andare verso altre regioni, l’estero o il settore privato, a causa di contratti precari, stipendi non competitivi e mancanza di prospettive stabili».

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«Non è pensabile che, invece di valorizzare e trattenere il nostro personale sanitario altamente qualificato, si scelga la scorciatoia di assumere medici senza il necessario riconoscimento del titolo in Italia, con evidenti criticità sul piano della qualità delle cure, della sicurezza dei pazienti e dell’equità del sistema – puntualizza l’esponente Dem – La Relazione sociosanitaria regionale evidenzia chiaramente un aumento della precarietà e delle difficoltà di reclutamento: la risposta non può essere l’abbassamento degli standard, ma un investimento serio e strutturale sul personale».

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Anna Maria Bigon chiede quindi: «La sospensione immediata della delibera; lo stanziamento delle risorse necessarie a bilancio per garantire retribuzioni adeguate; l’avvio di bandi di concorso attrattivi, stabili e non a termine, capaci di rendere il Servizio sanitario regionale competitivo e all’altezza delle aspettative dei professionisti e dei cittadini».

«La sanità pubblica si difende investendo nelle competenze, non svuotandole», conclude Bigon.

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