Tumore al pancreas, in Spagna scoperto un mix di farmaci che elimina le cellule malate

di Redazione

| 30/01/2026
Uno studio rivoluzionario del Cnio sui topi sembra dare una risposta completa e duratura attraverso tre molecole combinate.

Una possibile svolta nella lotta contro la forma più aggressiva e diffusa di tumore al pancreas, l’adenocarcinoma duttale pancreatico, arriva dai laboratori del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio). L’equipe guidata da Mariano Barbacid ha presentato i risultati di una ricerca, pubblicata sulla rivista Pnas, che mostra l’eliminazione completa delle cellule tumorali in modelli sperimentali. Il trattamento consiste in una combinazione di tre farmaci mirati capaci di colpire i meccanismi vitali della neoplasia, garantendo una risposta che gli studiosi definiscono completa, duratura e, soprattutto, a bassa tossicità.

Il successo dello studio risiede nella strategia d’attacco simultaneo. Il mix farmacologico agisce infatti su tre fronti: due inibitori colpiscono le proteine Egfr e Stat3, mentre il terzo farmaco punta dritto all’oncogene Kras, considerato il vero motore della proliferazione del cancro pancreatico. Proprio la mutazione di Kras, presente nel 90% dei pazienti, ha rappresentato per decenni uno scoglio insormontabile. Sebbene i primi farmaci mirati siano stati approvati nel 2021, la loro efficacia era finora limitata a pochi mesi, prima che il tumore sviluppasse resistenza. Il nuovo approccio combinato sembra finalmente aver superato questo nodo cruciale.

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Risultati rivoluzionari ma serve cautela

I dati emersi dai test sui topi sono senza precedenti: la regressione del tumore è stata osservata per ben 200 giorni senza effetti collaterali significativi. «Per la prima volta abbiamo ottenuto una risposta completa contro il cancro al pancreas in modelli sperimentali», ha dichiarato Barbacid. Nonostante l’entusiasmo della comunità scientifica internazionale per questi risultati senza precedenti, il ricercatore ha però invitato alla massima prudenza.

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Al momento, infatti, non esistono ancora le condizioni di sicurezza per avviare studi clinici sull’uomo con questa tripla terapia. Il passaggio dalla fase sperimentale alla somministrazione sui pazienti richiederà ulteriori approfondimenti e verifiche. Tuttavia, i risultati ottenuti in Spagna segnano un passo avanti decisivo, dimostrando che la strategia delle terapie combinate può effettivamente cambiare il decorso di una malattia che, per oltre mezzo secolo, non ha visto miglioramenti sostanziali rispetto alla chemioterapia tradizionale.

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