Dopo dieci anni riaprono gli Scavi Scaligeri nel cuore di Verona antica
di Alessandro Bonfante
Chiusi da più di dieci anni: un peccato per una meraviglia del genere. Ma ormai è partito il conto alla rovescia per la riapertura degli Scavi Scaligeri, il sito archeologico – già sede del Centro internazionale di fotografia di Verona – incastonato nel cuore antico di Verona, fra piazza Erbe, cortile Mercato Vecchio e cortile del Tribunale. Qualche metro sotto terra.
Si sta concludendo infatti l’intervento del Comune di Verona sui percorsi di accesso ed esodo, improntati alla massima accessibilità, con adeguamento funzionale e impiantistico, e alla valorizzazione dei reperti archeologici.
Gli interventi comunali nel sito espositivo e gli Scavi Scaligeri – l’area archeologica è di proprietà dello Stato – rientrano in un progetto organico di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione di uno dei principali siti monumentali della città, rimasto per anni parzialmente inutilizzato e inaccessibile a causa di criticità strutturali, impiantistiche e di accessibilità. Il costo dei lavori è di circa 2,6 milioni di euro.
Il programma degli interventi è stato articolato in due fasi distinte, ma complementari. Nel complesso, l’intervento restituisce alla Città uno spazio espositivo e un sito archeologico più fruibile, sicuro e accessibile, integrato nel sistema museale urbano e dotato di condizioni adeguate sia per la tutela del patrimonio sia per un’esperienza di visita di qualità.
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«È una grandissima soddisfazione – dichiara la vicesindaca e assessora all’Edilizia Monumentale, Barbara Bissoli – vedere realizzati: questa nuova articolazione delle vie di accesso e di esodo degli spazi espositivi del Comune e del sito archeologico degli Scavi Scaligeri, improntata ad una maggiore accessibilità ed inclusività; il complesso adeguamento funzionale ed impiantistico, oltre alla risoluzione delle infiltrazioni che interessavano gli spazi ipogei, unitamente al restauro dei cementi armati ammalorati e alla manutenzione dell’area archeologica, che proseguirà con mini cantieri anche dopo l’imminente apertura del sito alle mostre e alle visite».
«Un impegno di risorse comunali rilevante per una rinnovata fruibilità pubblica: costi per circa 2.620.000 euro, due anni di lavoro intenso e tecnicamente molto complesso di imprese specializzate e professionisti esperti, guidati dalla Soprintendenza e dalla Direzione Edilizia Monumentale del Comune di Verona, che hanno messo tutta la loro competenza e passione per riaprire alla Città e ai visitatori da tutto il Mondo un sito espositivo di rilievo internazionale e un’area archeologica straordinaria scoperta da Peter Hudson, l’importante archeologo inglese, veronese d’adozione, pioniere dell’archeologia stratigrafica urbana in Italia».
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La prima fase, avviata nel novembre 2023 e conclusa nell’autunno 2025, ha riguardato la revisione dell’articolazione dei percorsi di accesso ed esodo e l’adeguamento funzionale e impiantistico del sito. I percorsi di accesso ed esodo degli Scavi sono stati resi autonomi dal Palazzo del Capitanio, con un nuovo ingresso dal cortile del Palazzo della Ragione e la realizzazione di una nuova uscita di sicurezza verso piazza Dante. Sono stati sostituiti gli impianti obsoleti, realizzata una nuova illuminazione museale, garantita l’autonomia energetica e migliorate le condizioni microclimatiche per la conservazione dei reperti.
Grande attenzione è stata riservata all’accessibilità, con l’inserimento di un ascensore e di passerelle che consentono di superare la maggior parte dei dislivelli senza compromettere la lettura archeologica. Sono stati inoltre risolti problemi storici di umidità e infiltrazioni delle parti espositive e riorganizzati gli spazi di accoglienza, biglietteria e didattica.
Il quadro economico della prima fase ammonta complessivamente a circa 2,17 milioni di euro.
La seconda fase, avviata tra settembre e dicembre 2025, è dedicata al restauro e alla manutenzione conservativa dei reperti archeologici e al riordino del percorso di visita. Gli interventi seguono il principio del minimo intervento e comprendono puliture, consolidamenti, ricomposizione delle murature, manutenzione di mosaici e superfici decorate e il ripristino delle aree danneggiate da precedenti infiltrazioni, comprese quelle provenienti dal cortile del Palazzo del Capitanio e da via Dante.
I lavori lungo il percorso visitabile sono finalizzati alla riapertura del sito come sede espositiva entro febbraio 2026, mentre le opere nelle aree non accessibili al pubblico si concluderanno entro maggio 2026. Il quadro economico della seconda fase prevede un investimento complessivo di circa 450.000 euro.
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