Addio a Franco Menichelli, l’«angelo azzurro» che vinse l’oro olimpico
di Redazione
Il mondo della ginnastica artistica perde uno dei suoi volti più iconici e amati. Si è spento oggi, mercoledì 28 gennaio, Franco Menichelli, l’atleta che negli anni Sessanta seppe rivoluzionare la disciplina con la sua eleganza e il suo stile. La notizia della scomparsa dell’ex campione olimpico, nato a Roma nel 1941, è stata ufficializzata dalla Federginnastica, che ha espresso profondo cordoglio stringendosi attorno alla moglie Gabriella Pozzuolo e alle figlie Cristiana e Francesca.
Soprannominato «l’angelo azzurro», Menichelli ha legato indissolubilmente il suo nome ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964. In terra giapponese, l’atleta azzurro riuscì nell’impresa di battere i padroni di casa conquistando la medaglia d’oro nel corpo libero individuale, a cui si aggiunsero l’argento agli anelli e il bronzo alle parallele. Una prestazione che lo consacrò come uno dei più grandi ginnasti di sempre, capace di innovare tecniche e movimenti che avrebbero influenzato le generazioni successive.
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Una carriera da Hall of Fame
Il palmarès di Menichelli racconta una carriera di assoluto dominio. Prima del trionfo di Tokyo, aveva già stupito ai Giochi di Roma 1960, vincendo il bronzo nel corpo libero e quello storico nel concorso generale a squadre. Tra il 1960 e il 1966 fu per sei volte campione italiano assoluto, trionfando inoltre agli Europei di Anversa nel 1965.

La sua attività agonistica subì un brusco arresto ai Giochi di Città del Messico nel 1968 a causa della rottura del tendine d’Achille durante una gara. Nonostante il grave infortunio, Menichelli rimase nel mondo della ginnastica come allenatore della Nazionale maschile fino al 1978. Dal 2003 era stato inserito nella prestigiosa Hall of Fame della ginnastica internazionale, giusto riconoscimento per un uomo che, dopo aver iniziato col calcio insieme al fratello Giampaolo, scelse di volare tra gli attrezzi diventando una leggenda.
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