Bolca candidata Unesco, Pressi chiede il sostegno della Regione del Veneto

Redazione

| 22/01/2026
Il sito geopaleontologico di Bolca è stato indicato come candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2027. Il consigliere regionale Matteo Pressi chiede il pieno sostegno delle istituzioni.

Un patrimonio naturale unico al mondo, capace di raccontare l’evoluzione della vita marina di milioni di anni fa, torna al centro dell’attenzione istituzionale. Il sito geopaleontologico di Bolca è stato infatti indicato come candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2027. A rilanciare con forza l’importanza di questo riconoscimento è Matteo Pressi, che chiede il pieno sostegno della Regione del Veneto a una proposta di valore scientifico, culturale e turistico di respiro internazionale.

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«Bolca merita l’iscrizione nella lista del Patrimonio Unesco. Un sito di grande rilevanza storico-archeologica non solo per il Veneto, ma anche di respiro mondiale. E per tale motivo ha bisogno del massimo sostegno da parte di tutte le istituzioni. Oggi, infatti, si è riunito in modalità telematica il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che ha deliberato quale candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2027 “Gli ecosistemi marini dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone”».

Lo scrive in una nota Matteo Pressi, capogruppo di Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto, che annuncia: «A tal proposito, nei giorni scorsi ho depositato una risoluzione in cui chiedo che la Regione del Veneto rinnovi il sostegno alla candidatura Unesco del sito geopaleontologico di Bolca oltre alla tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella. Per noi veronesi, ma anche per il Veneto, il sito di Bolca candidato a Patrimonio Unesco, riguarda un’area montana specifica della nostra regione, in area veronese, nella quale si trovano reperti fossili di rilevanza paleontologica mondiale studiati sin dal XVI secolo e che illustrano l’evoluzione della vita marina del pianeta durante il medio e basso Eocene, periodo geologico che va dai 50 ai 38 milioni di anni fa».

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Pressi prosegue: «Il sito è costituito dalle componenti di Bolca, San Giovanni Ilarione e Roncà che contengono ben quindici affioramenti caratterizzati da una notevole varietà tassonomica e che permettono una ricostruzione ampia e dettagliata degli ambienti litorali e marini poco profondi di questo periodo geologico. La candidatura si basa sul criterio VIII della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’UNESCO nel 1972, che fa riferimento alle più straordinarie testimonianze dell’evoluzione della terra, della vita e dei processi geologici che caratterizzano la superficie terrestre. Una proposta quella di candidare Bolca ad area patrimonio Unesco che può incentivare anche la presenza turistica in loco. Ringrazio, pertanto, l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) “Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico” che, grazie al supporto fondamentale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura, ha potuto portare avanti la candidatura».

«Dopo il primo incontro odierno da remoto attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco – prosegue Pressi – la candidatura sarà inviata entro il 30 gennaio al Centro del Patrimonio Mondiale per la verifica da parte degli organismi consultivi e sarà poi presentata per l’iscrizione alla prestigiosa Lista nel 2027, durante la seduta del Comitato della Convenzione UNESCO del 1972. E attendiamo fiduciosi l’esito che speriamo possa essere positivo».

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