Diego ritrovato a Milano, forse attirato per «fare soldi facili in Svizzera»

di Alessandro Bonfante

| 21/01/2026
Il ragazzo è stato ritrovato questa mattina a Milano in via Livigno, nei pressi di una Casa di Comunità, alla quale si era rivolto per cercare ricovero. Le indagini ora mirano a chiarire cosa sia accaduto durante l’allontanamento.

Ritrovato Diego, il 14enne scomparso da San Giovanni Lupatoto

«La cosa più importante era rintracciarlo, ed è stato trovato in buone condizioni di salute». Con queste parole il Colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dei Carabinieri di Verona, ha aperto nel primo pomeriggio di oggi, la conferenza stampa sul ritrovamento di Diego, il 14enne scomparso da San Giovanni Lupatoto lo scorso lunedì.

Il ragazzo è stato ritrovato questa mattina, 21 gennaio, intorno alle 10.30 a Milano in via Livigno, nei pressi di una Casa di Comunità, al termine di giorni di ricerche coordinate tra Verona e Milano nell’ambito del piano persone scomparse attivato dalla Prefettura e dagli enti preposti. «Ora ci sarà tutto il tempo per capire cosa è successo – ha spiegato Papagno – ma restano molte zone d’ombra». Il minore si era rivolto alla struttura sanitaria per cercare ricovero. Il dipendente, accortosi che si trattava di minore non accompagnato, come da procedura, pur non comprendendo che fosse il giovane Diego, ha dunque allertato il 112. Il ragazzo è stato subito messo in contatto con la madre.

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Il viaggio e le ricerche

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Diego si era allontanato dicendo di voler andare a Milano, invece di andare a scuola, l’Ipsia G. Giorgi in città. L’assenza è stata poi scoperta dalla madre tramite il registro elettronico. Alla stazione di Verona Porta Nuova, lunedì mattina aveva raccontato a due amiche conoscenti delle scuole medie che sarebbe andato a trovare un ragazza. Poco prima, su un gruppo WhatsApp, aveva scritto di voler andare a fare “soldi facili in Svizzera”, un’espressione che gli inquirenti considerano ancora tutta da chiarire.

Il ragazzo è arrivato a Milano Centrale alle 9.50, orario confermato grazie all’analisi delle telecamere.

La SIM del telefono del ragazzo ha smesso di dare segnali dalla sera stessa della scomparsa. Il computer del 14enne è stato analizzato per ulteriori accertamenti. Le indagini informatiche hanno poi evidenziato l’uso successivo di una SIM diversa, la creazione di più account e l’impiego di modalità aereo, VPN e sistemi di anonimizzazione della connessione, nel tentativo di rendersi irreperibile. Nei giorni precedenti, il ragazzo aveva effettuato ricerche online proprio su queste modalità.

Sulle attività su Tik Tok di cui si era parlato negli scorsi giorni, i Carabinieri non hanno avuto per ora riscontri.

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I primi avvistamenti

Un primo avvistamento risale al 15 gennaio, quando una donna ha segnalato un ragazzo compatibile con la descrizione di Diego a una fermata dell’autobus: sembrava essere in compagnia di alcuni giovani vestiti in modo trasandato. Le ricerche si sono quindi concentrate anche su diverse zone di Milano, ma in particolare quella di San Siro.

Il telefono ritrovato e il supermercato

La svolta è arrivata ieri pomeriggio, quando il ragazzo è stato fermato in un supermercato dopo aver tentato di rubare generi alimentari di prima necessità. «Un episodio che ci fa comprendere la difficoltà in cui si trovava», ha sottolineato Papagno.

Dalle immagini di videosorveglianza è emerso che indossava ancora gli stessi abiti della scomparsa, ma con scarpe diverse: non più quelle nuove con cui era partito, bensì calzature vecchie e usurate. Il personale del supermercato, resosi conto solo in un secondo momento della possibile identità del ragazzo, ha avvisato le forze dell’ordine.

Sempre nella serata del 20 gennaio, prima del ritrovamento del minore, i Carabinieri hanno recuperato il telefono di Diego in una cantina in via Ricciarelli, a Milano. In possesso del dispositivo è stato trovato un uomo nordafricano senza fissa dimora, noto alle forze dell’ordine, che è stato arrestato per ricettazione. La versione fornita dall’uomo, classe ’93, non era infatti compatibile con i riscontri. La SIM originale del ragazzo non è stata per ora recuperata.

La segnalazione decisiva

La svolta è arrivata questa mattina, quando un dipendente della Casa di Comunità (poliambulatorio sanitario) di via Livigno, a Milano, ha chiamato le forze dell’ordine. La Polizia di Stato è intervenuta sul posto e ha preso in carico il minore.

Il minore si era rivolto alla struttura sanitaria per cercare ricovero. Il dipendente, accortosi che si trattava di minore non accompagnato, come da procedura, pur non comprendendo che fosse il giovane Diego, ha dunque allertato il 112.

Rientro a Verona

Il ragazzo sarà ascoltato a Verona, probabilmente già entro sera, per ricostruire nel dettaglio dove abbia dormito, come si sia spostato e cosa abbia fatto nei giorni di assenza. «Al momento non formuliamo ipotesi di reato – ha concluso Papagno –. La priorità è tutelare il ragazzo e capire cosa lo abbia spinto ad allontanarsi». E capire se ci siano adulti coinvolti nella vicenda.

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