Università di Verona a cinque cerchi: tanti eventi per la città verso le Olimpiadi
Redazione
In vista dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, l’Università di Verona promuove un ricco calendario di eventi pubblici che attraversano sport, cultura, cinema, scienza, medicina, storia e inclusione. Un percorso multidisciplinare che accompagna la città e il territorio verso l’appuntamento olimpico, offrendo occasioni di approfondimento, confronto e divulgazione, rivolte a studenti, studiosi, addetti ai lavori e cittadini.
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L’iniziativa, che prenderà il via giovedì 22 gennaio, è stata presentata il 21 gennaio, in Sala Barbieri di Palazzo Giuliari, da Federico Schena, presidente della Commissione Giochi olimpici di ateneo, insieme a docenti referenti del progetto, Valentina Moro, Barbara Gaudenzi, Enrico Polati, Federica Formiga e Luca Dalle Carbonare.

Dalla narrazione epica dello sport alla tutela della salute degli atleti, dal ruolo delle donne e delle atlete paralimpiche alla rappresentazione cinematografica dei Giochi, gli incontri proposti dall’Ateneo scaligero mettono in luce il valore culturale e sociale dello sport, oltre la competizione. Un impegno che vede coinvolti numerosi dipartimenti universitari, istituzioni culturali, enti professionali e fondazioni, in un dialogo aperto con la città.
«L’Università di Verona ha voluto dare il proprio contributo a questo momento speciale per lo sport, che richiama sulla città un’attenzione internazionale e invita a riflettere sulle molteplici dimensioni del gesto sportivo – ha spiegato Federico Schena -. Raccontarlo significa fissarlo nella memoria, ma anche trasformarlo in idee, progetti e sogni, dal passato verso il futuro».
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Il programma
Giovedì 22 gennaio
Si parte subito giovedì 22 gennaio, con l’appuntamento “Raccontare lo sport: da Omero a Federer, il gesto che diventa epica”, alle 17.30, in Società letteraria, piazzetta Scalette Rubiani 1. L’incontro, organizzato in collaborazione con la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, vedrà Paolo Maggioni, giornalista, scrittore e curatore del programma Rai La Domenica Sportiva, dialogare con Federico Schena e Valentina Moro, direttrice del dipartimento di Scienze umane.
«Sarà uno slalom tra i giganti della letteratura sportiva: passano i millenni, non la voglia di raccontare lo sport e i gesti che riempiono la vita», spiega Maggioni, che accompagnerà il pubblico in un racconto fatto di parole, immagini, fotografie e video. Un’epopea capace di tenere insieme sci e ciclismo, calcio e tennis, mostrando come lo sport formi non solo il nostro sguardo, ma anche la nostra psiche e il nostro modo di leggere il mondo.
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«Lo sport – sottolinea Moro – come dimensione imprescindibile della natura umana, non esprime soltanto abilità individuali e di gruppo, ma diventa specchio delle società nelle diverse epoche storiche. I grandi atleti sono testimoni del loro tempo e una chiave privilegiata per comprendere la nostra storia. Offrire questa prospettiva agli studenti e alla cittadinanza attraverso i grandi racconti dello sport è un’occasione straordinaria».
Dopo l’inaugurazione dell’“Alberolibro”, installazione composta da cento volumi dedicati alle più belle storie dello sport mondiale, che rimarrà esposto al Polo Zanotto fino all’avvio delle Olimpiadi, l’Università di Verona propone un viaggio nel racconto sportivo come forma di epica moderna, dalle origini classiche fino ai grandi campioni contemporanei, mostrando come il gesto atletico diventi narrazione, mito e memoria collettiva.
Giovedì 29 gennaio
Si prosegue giovedì 29 gennaio, alle 16.30, nella Sala Industria della Camera di Commercio, corso Porta Nuova 96, con l’incontro “Il valore delle collaborazioni con le imprese e del marketing territoriale”, che vede referente Barbara Gaudenzi. Dopo i saluti istituzionali di Paolo Arena, presidente della Camera di Commercio di Verona, e di Giovanni De Manzoni, prorettore di ateneo, si approfondirà il ruolo strategico delle collaborazioni tra grandi eventi sportivi e sistema produttivo, con particolare attenzione alle opportunità offerte dai Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 in termini di sviluppo economico, marketing territoriale e valorizzazione delle imprese. Attraverso contributi istituzionali ed esperienze concrete, il convegno analizzerà l’impatto dei Giochi sul territorio e sulla Regione, evidenziando come sponsorship, partnership e sinergie pubblico-private possano trasformare un evento sportivo globale in un volano di crescita duratura.
Venerdì 30 gennaio
“La medicina e la scienza dello sport al servizio degli eventi olimpici” è il tema dell’incontro organizzato con l’Ordine dei Medici di Verona, venerdì 30 gennaio, alle 18, nella sede dell’Ordine, via Locatelli 1. Con la moderazione di Alfredo Guglielmi, presidente dell’Ordine dei Medici di Verona, e di Luca Dalle Carbonare, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina dello Sport dell’ateneo, interverranno i docenti di ateneo Enrico Polati, Federico Schena e Chiara Zoppirolli.
I Giochi Olimpici e Paralimpici rappresentano una grande sfida anche per il sistema sanitario. L’incontro affronta il ruolo della medicina e della ricerca scientifica nella tutela della salute di atleti, operatori e pubblico. Verona, con l’Azienda ospedaliera universitaria integrata e i centri di ricerca sullo sport, è in prima linea nella gestione dei momenti più delicati dei Giochi, dalle cerimonie alle competizioni, con un’attenzione particolare alla prevenzione, al recupero e alla correttezza sportiva.
Mercoledì 4 febbraio
Mercoledì 4 febbraio, alle 17, nella sede dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, via Leoncino 6, si terrà l’incontro “Giochi invernali al femminile. Dalle donne di Cortina 1956 alle atlete paralimpiche”, coordinato da Federica Formiga. Il giornalista Giorgio Vincenzi dialogherà con Antonella Stelitano, storica dello sport, coautrice di “Le donne di Cortina 1956”, Maria Rosa Quario, ex sciatrice olimpica (1980 e 1984) e mamma di Federica Brignone, autrice di “Due vite”, e con Francesca Porcellato, atleta paralimpica, oro a Vancouver, autrice di “La rossa volante”.
L’incontro ripercorre settant’anni di storia dello sport femminile, a partire dai Giochi di Cortina 1956, prima Olimpiade invernale ospitata in Italia, dove le donne furono protagoniste non solo come atlete, ma anche come giornaliste, giudici e tecniche. Il racconto prosegue con la nascita delle Paralimpiadi invernali e con le esperienze di atlete simbolo come Francesca Porcellato. Un dialogo tra generazioni che intreccia sport, diritti, narrazione e identità, fino al racconto contemporaneo di Maria Rosa Quario e della figlia Federica Brignone.
Mercoledì 25 febbraio
Il ciclo di incontri si concluderà mercoledì 25 febbraio con la giornata di studio interdisciplinare “La ricerca scientifica per le Olimpiadi del futuro”, che si terrà dalle 9, in aula magna De Sandre, del Policlinico di Borgo Roma.
Cineforum olimpico. Dal 19 febbraio al 12 marzo, inoltre, l’ateneo propone un cineforum a tema olimpico, con quattro proiezioni, che si terranno alle 18 in aula Caprioli del Polo Zanotto, viale dell’Università, 4.
Il titolo “Le tante facce delle medaglie. Le Olimpiadi invernali al cinema”, suggerisce già il tema centrale che unisce i vari film in programma, ovvero le diverse dimensioni dello sport, fatto non solo di vittorie, ma soprattutto di sfide, con gli altri e con sé stessi, di sogni, di amicizie e anche di sconfitte. Si parte il 19 febbraio con “Downhill Racer” (1969), il 26 febbraio sarà proiettato “Miracle” (2004), il 5 marzo si potrà assistere alla proiezione di “Eddie The Eagle” (2015) per finire il 12 marzo con “Rising Phoenix” (2020).
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