Comuni da sciogliere: nominati i commissari per San Bonifacio e Colognola ai Colli
Redazione
Il Prefetto di Verona, Demetrio Martino, dopo aver avviato il procedimento per lo scioglimento dei Consigli Comunali di San Bonifacio e Colognola ai Colli, ha nominato due commissari per l’amministrazione provvisoria dei rispettivi enti.
I provvedimenti del Prefetto si sono resi necessari al culmine delle crisi politiche nei due comuni veronesi, che hanno portato negli scorsi giorni alle dimissioni del sindaco Fulvio Soave a San Bonifacio, seguite poche ore dopo da quelle della sindaca di Colognola ai Colli Giovanna Piubello.
In entrambi i casi si sono anche dimessi almeno la metà più uno dei consiglieri comunali, accelerando l’iter. Il prefetto ha quindi nominato i commissari, che avranno i poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale: sono il Vice Prefetto Gaetano Losa, Vicario della Prefettura di Verona per San Bonifacio e il Vice Prefetto Gabriella Mucci, titolare dell’Area Enti locali ed elettorale della Prefettura scaligera per Colognola ai Colli.
Lo scioglimento effettivo dei due comuni avverrà con decreto del Capo dello Stato.
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Scontri e veleni
Due comuni importanti dell’Est Veronese, entrambi guidati da giunte di centrodestra, saltati in pochi giorni. La sindaca di Colognola ai Colli Giovanna Piubello spiegava così le motivazioni delle dimissioni: «Una frattura improvvisa, motivata non da ragioni politiche ma da questioni meramente personali. Le dimissioni degli assessori Donatella Marchesini ed Enrico Martelletto hanno aperto una crisi nella maggioranza. Sorprende che una decisione così importante sia stata comunicata a distanza, senza un confronto diretto con la squadra e con la comunità».
I critici della sindaca l’hanno a loro volta accusata di non essere stata in grado di gestire le divergenze e di ascoltare tutte le opinioni allo stesso modo.
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Clima teso da tempo e con accuse incrociate anche a San Bonifacio, dove il sindaco Fulvio Soave, sostenuto dalle segreterie di Verona Domani e Lega, si è trovato in difficoltà con alcuni esponenti locali, che hanno disconosciuto i propri vertici provinciali. Difficoltà conclamate con Fratelli d’Italia, partito entrato in maggioranza dopo il primo turno, e Forza Italia, che invece aveva preferito restare fuori del tutto.
«Nel tempo, all’interno della maggioranza si sono create fratture profonde, accompagnate da veti e blocchi che hanno reso sempre più difficile prendere decisioni efficaci», spiegava Soave.
Un passaggio particolarmente delicato è quello legato alla vicenda dell’ex ospedale Zavarise-Manani. «Ho sostenuto con convinzione che dovesse tornare ai cittadini come spazio pubblico sicuro», ha affermato il sindaco dimissionario, sostenendo la necessità di un intervento diretto del Comune per la demolizione. «La mancata condivisione di questa visione e le scelte emerse nell’ultimo Consiglio comunale, culminate con l’abbandono dell’aula prima ancora di discutere il bilancio, hanno segnato una frattura che non sono riuscito a ricomporre».
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