Caso Nocini, l’Università di Verona avvia l’annullamento del concorso

Redazione

| 17/01/2026
L'Università di Verona ha avviato l'annullamento d'ufficio del concorso vinto da Riccardo Nocini, figlio dell'ex rettore Pier Francesco, che aveva vinto una cattedra da professore ordinario poco dopo la fine del mandato del padre.

A diverse settimane dall’inizio della vicenda, l’Università di Verona ha deciso di intervenire sull’assunzione di Riccardo Nocini, avviando l’annullamento d’ufficio del concorso. Il medico 33enne, figlio dell’ex rettore Pier Francesco Nocini, era stato l’unico partecipante alla selezione per una cattedra di professore ordinario di Otorinolaringoiatria nel Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno-infantili, ottenuta a breve distanza dalla fine del mandato del padre, conclusosi il 30 settembre scorso.

Il caso, salito agli onori della cronaca a inizio dicembre tramite la stampa nazionale, era stato subito attenzionato dall’Università di Verona e dalla rettrice, Chiara Leardini, che in Senato accademico aveva parlato di un “disagio profondo” all’interno della comunità universitaria per una vicenda che ha avuto un forte impatto sull’immagine dell’istituzione. Pur ribadendo che la procedura concorsuale risultava formalmente corretta dal punto di vista amministrativo, Leardini aveva sottolineato la necessità di una riflessione più ampia sui criteri etici e sulla percezione di equità nei processi di selezione.

Sul piano politico, il caso è poi arrivato anche in Parlamento. Il senatore del Partito Democratico Andrea Crisanti aveva annunciato prima di Natale la presentazione di un’interrogazione parlamentare rivolta alla ministra dell’Università, denunciando quelle che considera distorsioni strutturali del sistema dei concorsi accademici e chiedendo chiarimenti sull’iter che aveva portato alla nomina.

Nel frattempo, la vicenda ha assunto una dimensione giudiziaria. La Procura della Repubblica di Verona ha avviato un’indagine esplorativa per acquisire elementi sulla procedura seguita dall’Ateneo. Al momento non risultano indagati, ma l’iniziativa conferma l’attenzione degli inquirenti su un caso che ha ormai superato i confini interni dell’università.

L’Università di Verona ha sempre dichiarato piena collaborazione con l’autorità giudiziaria.

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