Freddo siberiano in arrivo, rischio neve in Pianura Padana

di Redazione

| 16/01/2026
Tra cicloni mediterranei e aria gelida da Est, l’ultima parte di gennaio potrebbe riportare neve fino in pianura al Nord e un sensibile calo delle temperature.

L’inverno torna a fare sul serio sull’Italia. Nei prossimi giorni lo scenario meteorologico sarà dominato da una doppia circolazione: da un lato perturbazioni umide e instabili in risalita dal Mediterraneo, dall’altro un nucleo di aria gelida di origine russo-siberiana pronto a spingersi verso l’Europa centro-occidentale. Una combinazione che potrebbe favorire nevicate anche in Pianura Padana, accompagnate da un marcato calo termico.

Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano, già dal prossimo weekend il tempo è destinato a peggiorare, con piogge diffuse e neve sulle Alpi inizialmente oltre i 1.000-1.100 metri. Ma il passaggio più delicato è atteso nella prima parte della prossima settimana, quando correnti orientali più fredde inizieranno a influenzare il quadro atmosferico.

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Cicloni mediterranei e aria fredda in arrivo da Est

L’assenza di un campo stabile di alta pressione sul Mediterraneo favorirà la formazione di cicloni sui mari italiani, responsabili di precipitazioni frequenti e venti sostenuti. Allo stesso tempo, sulle vaste aree tra Russia e Siberia si sta rafforzando un anticiclone russo-siberiano, un vero serbatoio di aria gelida pronto a muoversi verso ovest.

Le simulazioni dei principali modelli indicano che parte di questa massa d’aria fredda potrebbe essere richiamata dalle basse pressioni presenti sull’Italia, innescando un progressivo abbassamento delle temperature, soprattutto al Nord.

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Nord Italia: possibile neve fino in pianura

È proprio il Settentrione a osservare con attenzione l’evoluzione. L’ingresso di aria fredda nei bassi strati potrebbe favorire la formazione del classico “cuscinetto freddo” in Val Padana. In presenza di nuove perturbazioni, questa configurazione rappresenta la condizione ideale per nevicate da scorrimento, capaci di spingersi fino in pianura.

Le aree più esposte restano Piemonte, Lombardia occidentale ed Emilia, dove, verso la fine di gennaio, non si escludono episodi nevosi anche significativi. Le temperature notturne potrebbero scendere abbondantemente sotto lo zero, mantenendosi basse anche durante il giorno.

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Centro-Sud tra piogge e vento

Scenario diverso procedendo verso il Centro e il Sud. Qui l’impatto diretto del freddo siberiano dovrebbe essere più limitato. Prevarranno correnti umide e miti, responsabili di piogge diffuse e, localmente, fenomeni intensi, soprattutto su Sicilia e Calabria. I contrasti termici tra aria fredda in quota e mari ancora relativamente miti potrebbero innescare temporali e raffiche di vento.

Tendenza da monitorare

Gli esperti invitano alla cautela: le previsioni guardano a un arco di 7-10 giorni e anche lievi cambiamenti nella circolazione atmosferica possono modificare in modo significativo gli effetti sul territorio. Un dato però appare chiaro: l’instabilità resterà protagonista. L’alta pressione non è attesa a breve e l’Italia si avvia verso una fase decisamente invernale, con freddo in aumento e possibili nevicate al Nord.

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