Ciclabile sul lungadige a Verona e nuovo senso unico: cosa cambia e perché il progetto divide
di Alessandro Bonfante
Una nuova pista ciclabile sul lungadige a Verona e l’istituzione di un senso unico in uno dei tratti più delicati della città hanno riacceso il dibattito su traffico, sicurezza stradale e scelte urbanistiche. Nella nuova puntata di D Giovedì abbiamo spiegato cosa prevede il progetto del Comune di Verona e perché la decisione divide cittadini e politica.
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Nuova ciclabile sul Lungadige di Verona: il progetto del Comune
Il Comune di Verona negli scorsi giorni ha presentato due interventi distinti ma complementari, illustrati dall’assessore alla mobilità Tommaso Ferrari, che rientrano in una strategia più ampia di riorganizzazione della mobilità urbana.
Il primo riguarda la realizzazione di una pista ciclabile protetta tra Ponte Garibaldi e Ponte Risorgimento, lungo i lungadigi Cangrande, Campagnola e Matteotti. Un’opera finanziata dal Comune per circa 800mila euro, con cantieri in partenza da piazzale Cadorna e una durata stimata di circa un anno.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare un asse ciclabile continuo e sicuro, collegato alle infrastrutture già esistenti e in grado di ridurre i conflitti tra auto, pedoni e biciclette in un tratto considerato critico.

Perché il Lungadige diventa a senso unico tra Ponte Risorgimento e Ponte della Vittoria
Per ricavare lo spazio necessario alla ciclabile, il tratto di lungadige tra Ponte Risorgimento e Ponte della Vittoria diventerà a senso unico, in direzione di quest’ultimo. Una scelta che ha immediatamente acceso il confronto.
Secondo l’amministrazione, il senso unico è l’unica soluzione tecnica per garantire una pista ciclabile in sede propria senza compromettere ulteriormente la sicurezza stradale.

La ciclabile Parona-Ponte Garibaldi: il collegamento PNRR verso il centro
Il secondo intervento è già in corso e riguarda l’asse ciclabile Parona-Ponte Garibaldi, finanziato con fondi PNRR per un totale di 2,7 milioni di euro. Il tracciato collega la frazione a nord-ovest della città con il centro storico, attraversando la Seconda Circoscrizione.
La nuova infrastruttura passa da via Preare, l’area del cimitero di Quinzano, via Santini e via Nino Bixio, offrendo un’alternativa sicura alla viabilità più trafficata, in particolare a via Mameli. I lavori sono già attivi e, come previsto dal PNRR, dovranno concludersi entro il 30 giugno 2026.

Le critiche politiche al senso unico sul Lungadige di Borgo Trento
A scaldare il dibattito è soprattutto la modifica alla viabilità lungo il lungadige di Borgo Trento. Le opposizioni parlano di una decisione “calata dall’alto” e temono ripercussioni sul traffico, soprattutto nelle ore di punta.
Forza Italia, insieme ad alcuni consiglieri comunali, ha espresso preoccupazione per l’impatto dei cantieri e per il rischio di congestione sulle strade limitrofe. Critiche simili sono arrivate anche da esponenti di Verona Domani, Fare con Tosi e della Lega, che parlano di “scelte forzate” e di un uso dell’auto sempre più penalizzato.

Sicurezza e mobilità sostenibile: la posizione delle associazioni ciclistiche
Di segno opposto la valutazione delle associazioni che promuovono la mobilità dolce. Per FIAB Verona, la creazione di assi ciclabili protetti è fondamentale per aumentare la sicurezza e incentivare l’uso quotidiano della bicicletta.
Il presidente Corrado Marastoni sottolinea come la percezione di pericolo sia uno dei principali ostacoli all’uso della bici in città: infrastrutture dedicate e continue, secondo FIAB, possono contribuire a ridurre gli incidenti e rendere Verona più accessibile anche ai ciclisti meno esperti.
Il sondaggio: ciclabile e senso unico sul lungadige, favorevoli o contrari?
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