Addio a Valeria Fedeli: muore a 76 anni l’ex ministra e storica sindacalista
di Davide Lonardi
Il mondo della politica italiana e del sindacato è in lutto per la scomparsa di Valeria Fedeli, morta oggi all’età di 76 anni. Esponente di primo piano del Partito Democratico, Fedeli ha segnato la storia recente delle istituzioni italiane, ricoprendo ruoli di altissimo profilo tra cui quello di ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni e di vicepresidente del Senato. La sua carriera, iniziata a Treviglio nel 1949, è stata indissolubilmente legata alla Cgil, dove ha scalato i vertici fino a guidare la categoria dei lavoratori del tessile, portando avanti con determinazione le istanze del mondo del lavoro.
Il suo ingresso in Parlamento risale al 2013, quando venne eletta senatrice nelle fila del Pd. Durante la legislatura, si distinse per la gestione dell’Aula di Palazzo Madama, che presiedette temporaneamente nel 2015. La nomina a ministra nel 2016 rappresentò il culmine del suo impegno per la formazione, caratterizzato da proposte coraggiose come l’estensione della filosofia negli istituti tecnici e il dibattito sull’uso dei dispositivi mobili nelle classi. La notizia della sua morte ha generato un’ondata di commozione trasversale, testimoniata dal minuto di silenzio osservato dall’assemblea dei parlamentari democratici.
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Il cordoglio delle istituzioni e del mondo politico

Le reazioni alla scomparsa di Valeria Fedeli hanno unito schieramenti diversi nel riconoscimento della sua caratura umana. La premier Giorgia Meloni ha espresso profondo dolore, ricordando come Fedeli abbia vissuto con «passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo». Parole di stima sono giunte anche dalla segretaria dem Elly Schlein, che ha definito la sua scomparsa una «enorme perdita per tutta la comunità democratica», sottolineando il contributo insostituibile offerto nelle battaglie per la parità di genere e la dignità del lavoro.
Anche i leader delle altre forze politiche hanno voluto omaggiare la sua figura. L’ex premier Paolo Gentiloni l’ha ricordata come una donna «coraggiosa, battagliera e capace di dialogo», mentre Matteo Renzi ne ha sottolineato l’intelligenza e la sensibilità. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il presidente del Senato Ignazio La Russa hanno inviato messaggi di vicinanza alla famiglia, in particolare al marito Achille Passoni, ricordando la sincerità e la profondità di una militante che è stata tra le fondatrici del movimento femminista «Se non ora, quando?».
Il ricordo delle donne DEM di Verona
La comunità delle Donne Democratiche di Verona si stringe nel dolore per la scomparsa di Valeria Fedeli, figura di primo piano del riformismo italiano, del sindacato e del femminismo. Fondatrice del movimento Se non ora, quando? e prima firmataria della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, Fedeli ha ricoperto ruoli istituzionali di grande rilievo come vicepresidente vicaria del Senato e Ministra dell’Istruzione. Proprio in quest’ultimo incarico, nel maggio 2017, siglò l’accordo per la statalizzazione dell’Accademia di Belle Arti di Verona, rafforzando un legame profondo e duraturo con la città.

«Le Donne Democratiche di Verona la ricordano con immensa gratitudine – afferma Sabrina Ugolini, portavoce delle Donne Dem –. La sua determinazione e la sua capacità di dialogo continueranno a guidare il nostro impegno quotidiano per una società più giusta e inclusiva».
Un ricordo personale arriva anche da Donata Gottardi, responsabile del lavoro del Pd Verona: «Cara Valeria. Per me sei la “rossa”. Per me sei la voce, un po’ roca, con cui accarezzi il nome della Cgil. Per me sei una mediatrice dei conflitti. Per me e per tutte noi sarai per sempre nel nostro cuore».
Per Alessia Rotta, assessora del Comune di Verona e segretaria cittadina del Pd, «Valeria ci ha insegnato che, come diceva lei stessa, è una questione politica: la difesa dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici e delle donne».
Un ultimo saluto condiviso: ciao Valeria, che la terra ti sia lieve.
Il suo contributo a Verona
Nel maggio del 2017, l’allora ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli sposò il progetto di trasformazione della Fondazione Accademia di Belle Arti di Verona in Accademia statale, proposto dal presidente di quel tempo Stefano Pachera. Venne messa al sicuro, anche dal punto di vista finanziario, una delle più antiche accademie del mondo, costituita nel 1764, che proprio in quel periodo stava conoscendo una crescita numerica esponenziale, oltre che qualitativa.
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