Influenza in Veneto: tanti a letto, picco in arrivo
Redazione
Da ottobre a oggi in Veneto si stima che oltre 624mila persone abbiano contratto l’influenza. Solo nell’ultima settimana i casi sarebbero stati circa 63mila, un dato che porta a considerare colpito circa un ottavo della popolazione regionale.
Il picco dell’epidemia influenzale è stato registrato finora nella settimana compresa tra il 15 e il 21 dicembre, con un’incidenza di 18,8 casi ogni mille residenti, uno dei livelli più alti da quando è attiva la sorveglianza. Da quel momento, in quasi tutti gli ospedali del Veneto sono stati superati i numeri di accessi ai Pronto soccorso per sintomi respiratori registrati negli anni precedenti, fatta eccezione per il periodo dell’emergenza Covid. I dati sono stati diffusi dalla Direzione Prevenzione della Regione Veneto e riportati dall’Ansa.
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Nelle ultime settimane si è osservato un calo dei casi, ma la Regione invita alla prudenza. «Non è un dato consolidato – sottolinea la direttrice Francesca Russo, nelle parole riportate dall’Ansa – perché è possibile che gli adolescenti e bimbi che tornano a scuola facciano aumentare l’incidenza. Inoltre anche la sorveglianza, durante le ferie, può aver sottostimato i numeri. Per dire che abbiamo superato il picco aspettiamo questa e la prossima settimana».
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Al Sistema nazionale di sorveglianza sono stati segnalati 25 casi gravi di influenza, relativi a persone con infezione polmonare ricoverate in terapia intensiva per grave insufficienza respiratoria. L’età media dei pazienti è di 66 anni e quasi tutti presentavano patologie pregresse. I casi gravi si sono verificati quasi esclusivamente nella seconda metà di dicembre.
Sul fronte della prevenzione, da ottobre sono state somministrate quasi 900mila dosi di vaccino antinfluenzale.
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Come si trasmettono i virus respiratori?
La nota dell’Istituto Superiore di Sanità: «I virus respiratori sono presenti tutto l’anno, ma, in inverno, si diffondono più facilmente a causa di ambienti chiusi, temperature basse e maggiore vicinanza tra le persone. Si trasmettono prevalentemente attraverso l’aria e si diffondono molto facilmente attraverso le goccioline di saliva che si producono tossendo, starnutendo o semplicemente parlando (inalazione aerea), soprattutto negli ambienti affollati e chiusi, o per deposizione diretta delle goccioline di saliva sulle mucose (bocca, naso, occhi). La trasmissione avviene anche per contatto diretto con persone infette (ad esempio attraverso le mani contaminate sugli occhi, sul naso o sulla bocca) o per contatto indiretto attraverso utensili o oggetti».
Oltre al vaccino, cosa posso fare per evitare il contagio?
Sempre dall’Istituto Superiore di Sanità: «Oltre alle misure farmacologiche (vaccinazione e antivirali), si raccomanda di seguire misure di protezione personali utili per ridurre il rischio di contrarre l’infezione o per evitare di trasmettere il virus ad altri: lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente, osservare una buona igiene respiratoria (ad esempio starnutendo o tossendo in un fazzoletto o nell’incavo del gomito), restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale, evitare il contatto stretto con persone con sintomatologia attribuibile all’influenza, evitare di toccarsi occhi, naso o bocca e areare spesso i locali».
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