Venezuela, Maduro davanti al giudice. Rodriguez apre a Trump: «Dialogo, non guerra»

di Matteo Scolari

| 05/01/2026
La presidente ad interim venezuelana presiede il primo Consiglio dei ministri dopo il blitz Usa. Duro scontro diplomatico all’Onu, mentre Washington ribadisce: «Il controllo è nostro».

Il Venezuela entra in una nuova e delicata fase politica dopo il trasferimento di Nicolás Maduro dal carcere al tribunale negli Stati Uniti, dove l’ex presidente dovrà affrontare le procedure giudiziarie legate alle accuse federali di narcotraffico e terrorismo. A Caracas, intanto, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha presieduto la sua prima riunione di gabinetto, lanciando un messaggio diretto a Washington.

«Invitiamo gli Stati Uniti a lavorare insieme, nel rispetto reciproco, per costruire un rapporto basato su pace e dialogo, non sulla guerra», ha affermato Rodríguez nel suo primo intervento ufficiale. Un’apertura che però si scontra con la linea dura ribadita dal presidente americano Donald Trump, secondo cui «siamo noi ad avere il controllo in Venezuela». Il tycoon ha inoltre rilanciato le minacce nei confronti della Colombia, definendola «governata da un uomo malato».

Parole che hanno provocato l’immediata reazione del presidente colombiano Gustavo Petro, che ha respinto le accuse di narcotraffico: «Sono affermazioni false e infondate». Sul piano internazionale, non è mancata la replica anche della Groenlandia, con il premier Jens Frederik Nielsen che ha invitato Trump a «smettere con le insinuazioni e le fantasie di annessione», ribadendo l’apertura al dialogo solo nel rispetto della sovranità.

Lo scontro si è spostato rapidamente al Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha parlato di «crimini cinici perpetrati dagli Stati Uniti», chiedendo la liberazione immediata di Maduro e della moglie e condannando l’intervento militare come una violazione del diritto internazionale. Una posizione condivisa, nei toni, anche dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha espresso «profonda preoccupazione per il mancato rispetto delle norme internazionali» durante l’azione del 3 gennaio.

Mentre Maduro si prepara a comparire davanti ai giudici americani, il futuro del Venezuela resta avvolto dall’incertezza: tra aperture diplomatiche, accuse incrociate e tensioni globali, il rischio di un’escalation politica e istituzionale rimane alto.

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